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Conflitto in Siria

Papa: "Mai più guerra"
Il Vaticano: rischio conflitto mondiale

Papa Francesco

Papa Francesco

Un bombardamento di tweet. Il Papa non smette di lanciarle messaggi contro la guerra: "Vogliamo un mondo di pace, vogliamo essere uomini e donne di pace". Il cinguettio a poche ore dal precedente tweet che si rifà al grido di Pio XII e Giovanni Paolo II: "m;i più la guerra, mai più la guerra" "Mai più la guerra!  Mai più la guerra!" Lo scrive, ma è come se lo urlasse Papa Francesco ldal suo account @Pontifex. Una nuova presa di posizione dopo che ieri  alla preghiera  dell’Angelus , leggendo un lungo testo dedicato alla situazione in Siria, il   Pontefice aveva confessato: "Il mio cuore è particolarmente ferito da  quello che sta accadendo ed è angosciato per i drammatici sviluppi   che si prospettano", ribadendo la necessità di "promuovere il dialogo  e il negoziato" da parte della comunità internazionale e indicendo  per il 7 settembre una giornata di digiuno e preghiera per la pace in  Siria, nel Medio Oriente e nel mondo intero, concludendo il suo   intervento proprio con le parole espresse oggi nel suo tweet: "Mai   più la guerra!".

 E dal Vaticano arriva un messaggio che è soprattutto un avvertimento al premio Nobel per la Pace, il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama dopo il suo discorso dalla Casa Bianca in cui si è detto sostanzialmente favorevole all'intervento in Siria per punire l'uso di armi chimiche e ha però rinviato la decisione al Congresso che si riunirà il 9 settembre prossimo. "La via di soluzione dei problemi della Siria non può essere quella dell'intervento armato. La situazione di violenza non ne verrebbe diminuita". "Il conflitto in Siria -ha spiegato in una nota  monsignor Toso - contiene tutti gli ingredienti per esplodere in una guerra di dimensioni mondiali e, in ogni caso, nessuno uscirebbe indenne".   

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Commenti all'articolo

  • ILTALEBANO

    03 Settembre 2013 - 02:02

    E' lenta ma è più veloce della politica italiana. E' riuscita a unificare le parrocchie, i politici non riescono nemmeno ad unificare i comuni con meno di mille abitanti. Toglie il premio Nobel per la pace a Obama e in Italia non si riesce nemmeno a togliere il titolo di cavaliere a Berlusconi

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  • isthar

    02 Settembre 2013 - 23:11

    e come no. Ci ricordiamo gli strilli di paura del clero quando Reagan stava mettendo all'angolo i rossi. La guerra, la pace e bla bla. Poi dopo qualche anno a dire: ci eravamo sbagliati...Se il Papa Giovanni Paolo II ha passato il tempo a chiedere scusa per gli errori del passato, ci potrebbe essere in futuro un papa che chiederà scusa per gli errori di quello di oggi ?

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  • teto.silvi

    02 Settembre 2013 - 20:08

    Mai una guerra è stata combattuta senza un interesse economico da difrendere. È questo è valido per ogni nazione compreso gli Stati Uniti, i quali sono sempre intervenuti per difendere i propri interessi, econoici. Poi all'opinione pubblica vengono raccontate tante altre cose per convincerla dei buoni sentimenti, che magari ci sono, ma che non sono certo quelli a far decidere di intervenire. Questo è confutato dal fatto che altrimenti si dovrebbe intervenire anche in Sudan e in altre parti del mondo dove si consumano drammi come quello Siriano. Quindi, pur avendo sostenuto gli interventi in Iraq, Afghanistan, ecc.., perché oltre ai buoni sentimenti, senza essere ipocrita, mi erano chiari anche gli interessi che l'Italia aveva in comune con gli altri paesi della coalizione, un intervento in Siria, come già è avvenuto in Libia, risulta incomprensibile. Pare che l'unico interesse chiaro sia quello di Obama e Collane, che con un grado di apprezzamento in caduta libera in patria.

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  • marcolelli3000

    02 Settembre 2013 - 18:06

    con questi precedenti col ca$$o che gli americani manderanno mai piu' i loro ragazzi a morire per salvarci. E' un fatto, pensiamoci bene prima di sparare idiozie. Le coalizioni si facevano per impedire a un ditattore di ammazzare la gente , americani, canadesi, russi mandarono a morire i loro figli per salvare l'Italia, la Francia, la Germania. Oggi? ma neanche per idea. La gente ha quello che merita e nessuno fara' niente per nessuno. Bene cosi'.

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