Jean Todt ha ancora un rapporto diretto con Michael Schumacher. L'ex team principal della Ferrari è rimasto in contatto con il sette volte campione di Formula 1 e con la famiglia. Ed è quindi una delle poche persone che può parlare del 'Kaiser' con cognizione di causa. Senza naturalmente addentrarsi in argomenti delicati come le condizioni cliniche dell'ex pilota.
"Non è più lo stesso Michael che conoscevamo, ma è ancora qui", dice nell'intervista rilasciata al podcast En Toute Liberté. Al quale rivela anche un dettaglio inedito sull'incidente sugli sci: "Michael non guardava davanti a sé, stava guardando suo figlio, che era con un amico. Poi è scivolato su una roccia ed è andato a sbattere con la testa contro un'altra roccia". Il figlio a cui si riferisce era Mick Schumacher, che quel giorno si trovava a Meribel con il padre.
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Enzo Ferrari li chiamava “gli ingegneri del lunedì” gli osservatori che, il giorno dopo il gran premi...Todt ricorda anche il momento in cui venne a conoscenza dell'incidente. Era appena arrivato a Bali con la moglie per trascorrere qualche giorno di vacanza quando ricevette la telefonata di Corinna Schumacher, che gli comunicò che Michael era rimasto ferito e che stava per essere trasportato in elicottero a Grenoble. La prima persona che Todt contattò fu il professor Gérard Saillant, con il quale aveva contribuito alla nascita dell'Institut du Cerveau di Parigi. Il giorno successivo, Todt raggiunse a sua volta Grenoble.
"Viviamo diversamente, ma con lo stesso affetto e la stessa amicizia per lui e per la famiglia", dice oggi l'ex presidente della FIA. Parole che hanno certo peso considerando che Todt è rimasto uno dei pochi a poter visitare Schumacher dopo il terribile incidente risalente ormai a 13 anni fa.




