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L'Italia nella bufera

Fischi contro Alfano,
pietre alla Carrozza
Tira aria di rivolta

Dopo gli scontri di Roma, ai funerali delle vittime di Lampedusa contestazione al vicepremier: "Assassino". E in Calabria sassi e uova contro l'auto del ministro dell'Istruzione

Fischi contro Alfano,
pietre alla Carrozza
Tira aria di rivolta

Adesso arrivano anche le pietre, in una escalation di proteste contro il governo che ha avuto inizio sabato scorso con la maxi-manifestazione a Roma. Le pietre, e non in senso figurato, sono quelle che sono piovute questa sera sull'auto del ministro dell'Istruzione Maria Chiara Carrozza, che era in visita all'Università della Calabria a Cosenza. Investite dal lancio (accompagnato anche da uova) pure alcune auto del corteo che accompagnava il ministro, al quale igli autori della protesta hanno anche urlato slogan per la liberazione dei giovani arrestati sabato scorso nella Capitale. E dire che la Carrozza, per il profilo di 'tecnica' e per il dicastero di secondaria rilevanza in ambito di manovra non è certamente tra i ministri sotto i riflettori in questi giorni di definizione della legge di stabilità. Poche ore prima, ad Agrigento, nel corso della commemorazione dei defunti nel disastro di Lampedusa, era stato pesantemente fischiato e contestato il ministro dell'Interno Angelino Alfano, con la scorta che aveva dovuto allontanarlo per sicurezza dal palco. 

Commemorazione interrotta - Nella città siciliana, i funerali di stato per le 366 vittime del naufragio di Lampedusa hanno avuto una coda velenosa. Il vicepremier Angelino Alfano è stato contestato per la legge Bossi-Fini. La sicurezza è dovuta intervenire portando via il segretario del Pdl. Dopo gli scontri di domenica a Roma, dove immigrati e disoccupati si sono cimentati nella loro personalissima "guerra di classe" con cui hanno devastato la città, i soliti noti sono passati all'azione alle esequie delle vittime di Lampedusa. In imbarazzo il ministro per l'Integrazione Cecile Kyenge ("E' comunque un gesto importante che le autorità italiane riconoscano le vittime") e il titolare del dicastero della Difesa Mario Mauro ("I funerali sono riusciti male? Chiedete a chi li ha organizzati"). Il ministro dell'Interno, mentre stava rilasciando alcune dichiarazioni alla stampa, è stato attaccato al grido di "assassini, assassini".

"Farsa di Stato" - Il clima d'attesa della cerimonia era già aspro. Secondo il sindaco di Agrigento, Marco Zambuto, si tratta di una "farsa di Stato". Così al Tg1, dove aveva spigato che avrebbe comunque partecipato. Inoltre il sindaco aveva aggiunto che "la presenza di rappresentanti del governo eritreo è una pugnalata a queste persone che sono morte". Un gruppo di Eritrei, presenti alle esequie, ha infatti contestato le istituzioni per la scelta di convocare dei rappresentanti diplomatici del loro Paese d'origine.

La solidarietà - Alfano, nel corso del suo intervento, aveva dichiarato: "Abbiamo assicurato degna sepoltura ai morti e assistenza ai superstiti. Ora caccia senza quartiere agli scafisti". Dopo i violenti attacchi, la solidarietà da parte del Pdl. Anche di Daniela Santanchè, con cui i rapporti sono tutt'altro che distesi: "Dopo tutto quello che ha fatto l'Italia per salvare e assistere il maggior numero possibile di naufraghi e immigrati clandestini, le contestazioni al ministro Alfano sono strumentali e inaccettabili". Quindi Maurizio Gasparri, secondo il quale "Alfano ha dimostrato capacità ed equilibrio insieme a tutto il Viminale e alle forze dell'ordine sia in occasione della tragedia di Lampedusa che della manifestazione di Roma. Chi lo ha contestato è un cialtrone. Chi contesta Alfano è un farabutto, di qualsiasi nazionalità sia".

Le parole di Mauro - Qualche velata critica sulla commemorazione era piovuita anche dal ministro della Difesa, Mario Mauro. Come detto, a chi gli chiedeva perché la cerimonia non si sia tenuta a Lampedusa, ha risposto: "Sono considerazione che dovrebbero essere chieste a chi ha la responsabilità diretta della messa a punto di questa cerimonia". E ancora: "Noi abbiamo detto tutti che Lampedusa è il punto di confine dell'Europa. Vorrei che ci rendessimo conto che ogni Comune che offre la propria disponibilità, ogni comune che si apre a questo dramma, è il centro dell'Europa".

La cerimonia - Sul molo turistico del porto San Leone di Agrigento, in precedenza, si è tenuto il rito religioso misto (sia cristiano che musulmano) per i morti dell'ecatombe del 3 ottobre ottobre. Quando tutte le autorità civili e militari hanno lasciato il molo per partecipare alla commemorazione, un gruppo di eritrei si è recato sul lungomare per gettare in acqua una decina tra corone e fiori. Strazianti i pianti e le grida di dolore degli eritrei: una donna si è inginocchiata, e ha gridato il suo dolore per la morte dei connazionali avvenuta all'inizio del mese. Tra chi ha presenziato alla cerimonia, anche un gruppo di cattolici copti con i tipici abiti della regione e la vicepresidente della comunità religiosa islamica, Yahya Pallavicini.

La risposta del vicepremier - "I cosiddetti attivisti che hanno gridato 'assassini' sono quelli che vogliono frontiere libere e scafisti in libertà" Lo ha detto Alfano dopo aver incassato le contestazioni di Agrigento. "Non l'avranno vinta - dice -. Proteggeremo le nostre frontiere salvando vite umane".


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Commenti all'articolo

  • discitur

    31 Ottobre 2013 - 19:07

    ......quanto spreco di uova per delle nullita'!!!!!!dimenticavo che oggi e' la loro festa....infatti solo per oggi le zucche ...vuote valgono ...qualcosa........sig,ri ...game over!!!!!!inizia l'inferno per voi altro che pietre e uova, insulti? siete dei morti che camminano ..fate presto perche' stasera potreste avere la testa..tagliata.caro alfano ma chi ti ha votato insieme a Quaglia---riello? gia' siete colombe ma presto diventerete tordi...........

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  • allianz

    22 Ottobre 2013 - 23:11

    E questa sarebbe una rivolta?4 gargagnà con passamontagna vestiti di nero con addosso 3 pulci e 6 pidocchi...Che hanno dato fuoco ad un po di monnezza e tirato 2 scuriserve...Ma fatemi il piacere!!!La rivoluzione vera la vedrete quando la gente scenderà in piazza con lo stomaco vuoto....Allora si che questi veramente sono PERICOLOSI..

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  • arwen

    22 Ottobre 2013 - 11:11

    E sarebbe anche ora. Letta ci fa sapere che a volte occorre dire no.Sacrosanto, ma quand'è che questa congrega di senza spina dorsale dirà un no bello grosso e stampato all'europa? La legge di stabilità è un capolavoro di inutilità, la quintessenza del nulla. Non abbassa la pressione fiscale, non da fiato ai mercati e, per altro, parte da presupposti sbagliati, come la prsunta crescita del PIL o la sovrastimazione delle entrate. Mi domando perchè sia così difficile per questi grandi soloni, Monti compreso, comprendere un facilissimo principio: senza crescita, vera e reale, non esiste possibilità di rientro dal debito. Senza riforme strutturali del sistema, non c'è possibilità di risparmio e opportunità di crescita. Eppure non è così difficile. Invece, in ogni dibattito, si vedono i soliti 3 o 4 rappresentati dei partiti litigare sulle tasse. E poi c'è la vergogna di Lampedusa, l'ipocrisia del governo, il menefreghismo dell'europa. Questo governo è la somma dell'incapacità di PD e PDL.

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  • aprisco

    22 Ottobre 2013 - 11:11

    filmato su lampedusa: i "signori"migranti non contenti di essere mantenuti gratis, decidono di abbattere il cancello del centro di accoglienza, con i due poliziotti di guardia, che se ne sono guardati bene dall'intervenire. Una scena ridibile e risibile "da far schifo", che mette ancora una volta in risalto l'indecenza di chi ci governa, incapaci perfino di far rispettare le più elementari norme atte alla difesa dei cittadini. Stato di diritto e di saccheggio per tutti, tranne che per gli italiani, che vorrebbero tutelare la loro terra ed i loro sacrifici fatti per le generazioni future.Al momento c'è ancora pigrizia; poichè si stà ancora bene: ma quando la rabbia monterà, il popolo conosce i colpevoli, e le teste cominceranno a cadere,ricordate la rivoluzione francese? Solo che questa volta la ghigliottina sarà messa fuori del parlamento.

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