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La sentenza

Casa Colosseo, assolto Scajola

I magistrati hanno assolto l'ex ministro dello Sviluppo Economico "perchè il fatto non costituisce reato". Prosciolto anche l'imprenditore Diego Anemone

Claudio Scajola

Claudio Scajola

L’ex ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola è stato assolto in merito alla vicenda della compravendita della casa al Colosseo. Per il giudice il fatto non costituisce reato. L'accusa aveva chiesto tre anni di reclusione e una multa di due milioni di euro per l'ex ministro e per l'imprenditore Diego Anemone. Scajola era finito sotto processo davanti al giudice del tribunale Eleonora Santolini con l’accusa di concorso in finanziamento illecito.  Scajola, era stato indagato dalla Procura di Roma per violazione della legge sul finanziamento illecito dei partiti politici in relazione all’acquisto di un appartamento a pochi metri dal Colosseo.  Anemone è stato prosciolto per intervenuta prescrizione del reato nell’ambito del processo sulla compravendita dell’immobile in via del Fagutale. 

I fatti - L’immobile in via del Fagutale, secondo l’ipotesi degli inquirenti, era stato pagato in parte, anche se l’ ex ministro sostiene di esserne stato all’oscuro, dall’imprenditore Diego Anemone, uno dei personaggi chiave dell’inchiesta sugli appalti del G8. Secondo l’accusa Anemone pagò, tramite l'architetto Angelo Zampolini, parte della somma (circa 1,1 milione di euro su un totale di 1,7) versata il 6 luglio 2004 da Scajola per l’acquisto dell’immobile di via del Fagutale 2, a due passi dal Colosseo, accollandosi poi i lavori di ristrutturazione, almeno fino al 2006, per ulteriori 100mila euro. Per i magistrati il fatto non costituisce reato. Scajola dunque chiude una pagina giudiziaria che gli era costata anche tanto sotto il profilo politico. Silvio Berlusconi è stato tra i primi a contattare l'ex ministro, per complimentarsi dell'esito del processo. "Ho sempre detto la verità", ha detto Scajola all'ex premier. "Questo processo non doveva neppure cominciare perchè era tutto prescritto. La decisione del giudice di assolvermi assume un maggiore valore". 

 

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Commenti all'articolo

  • zuma56

    12 Marzo 2014 - 21:09

    Ah, ah, ah, ah esilarante, davvero esilarante !

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  • antari

    29 Gennaio 2014 - 19:07

    se non sai leggere non e' colpa mia, ma tua che hai studiato poco. Vai a spulciare i commenti e vedrai che, ad esempio nel caso penati, se cerchi trovi. PEr mia fortuna IO non sono con il cervello inutile come te.

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  • dicocomelapenso

    27 Gennaio 2014 - 22:10

    Col piffero: Anemone è stato riconosciuto colpevole e poi è intervenuta la prescrizione. Quindi, secondo il magistrato, Anemone ha versato, se ricordo bene, oltre un milione di euro a pagamento della casa di Scaiola, più centomila euro per la sua ristrutturazione ("ad insaputa" del ministro...). Evidentemente il magistrato non ha identificato prove certe per incriminare Scaiola e l'ha dovuto assolvere, ma resta il fatto che Anemone i soldi li ha dati, eccome!

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  • jborroni

    27 Gennaio 2014 - 22:10

    sua credibilita' politica? adesso e' capace che qualcuno ce lo rimette al parlamento con pagamento retroattivo degli stipendi persi!! ma per favore!!

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