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Lavorare all'estero? In Brasile e Romania

America latina e nazioni dell'Est Europa sono mete interessanti

Lavorare all'estero? In Brasile e Romania
Sono un ingegnere meccanico e ho sempre lavorato nell’area produzione. Vorrei proseguire la mia carriera professionale facendo un’esperienza all’estero: quali sono le attuali prospettive, quali le funzioni maggiormente ricercate e quali paesi maggiormente interessanti ?
Fabio Mesto – Milano

Risponde: Luca Temellini, Ad Exs Italia

Gentile ingegnere, il suo è  un quesito di grande interesse che può coinvolgere molte altre persone, che come lei si sentono pronte ad affrontare culture, stili di vita e modi lavorare differenti. La crisi, da cui lentamente si sta uscendo, ha sicuramente rallentato anche questo tipo di “interscambi“, ma non li ha di certo annullati. Le prospettive dunque sono abbastanza promettenti anche perché la ormai da tempo consolidata prassi relativa alla delocalizzazione degli impianti produttivi sembra ricevere nuovo impulso.
Le funzioni maggiormente richieste sono quelle legate al trasferimento di tecnologie e alla messa in funzione di linee di fabbricazione, ma anche la necessità del controllo finanziario è un aspetto fondamentale nella fase di lancio di una nuova iniziativa. I plant controller sono quindi molto ricercati. La terza funzione “in graduatoria“ è quella delle risorse umane, molto spesso  però condivisa con un esperto locale, per ovvi motivi di natura contrattuale.
Per quello che riguarda la dislocazione geografica delle opportunità più valide credo che si possa escludere soltanto quella  parte dell’Europa, che tuttora vive un periodo di grande incertezza e contrazione delle attività economiche e che attende la sistemazione delle difficoltà finanziarie.
Il Brasile è probabilmente al primo posto (in America Latina si attende la crescita anche del Cile e dell’Argentina), seguito dai paesi dell’Est, tra cui spiccano Romania, Ungheria, ma anche la Russia che per alcuni settori è un paese molto attivo. Naturalmente non mancano India e Cina, che non chiamerei solo nazioni, ma sistemi industriali in continuo movimento.

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