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Il Corsera boccia Monti: "E' troppo di sinistra"

Alesina e Giavazzi sul Corriere: "Il suo programma è eccessivamente statalista". E Zingales sul quotidiano di Confindustria: "Vuole difendere gli interessi di pochi"
Corriere della Sera

La prima del "Corsera": attacco a Monti

 

Il professor Monti? Troppo di sinistra. E per la crescita la sua agenda non propone nulla di concreto. Parole di un fiero oppositore come Silvio Berlusconi? Nemmeno per idea. L'atto d'accusa è stampato sulle prime pagine dei due quotidiani che più di tutti gli altri hanno sostenuto ed osannato il Professore, rispettivamente il Corriere della Sera (che lo accusa di eccessivo statalimo) e il Sole 24 Ore (dove viene tacciato di immobilismo).

Corsera: Troppo di sinistra - Procediamo con ordine. Iniziamo dal Corsera e dall'attacco - un vero e proprio paradosso - firmato da Alberto Alesina e Francesco Giavazzi (quest'ultimo chiamato nel 2012 proprio da Monti in veste di "esperto" per il moitoraggio della spending review). Il punto dei due editorialisti è chiaro: "Di ridurre lo spazio che occupa lo Stato non si parla abbastanza nel programma che Mario monti ha proposto agli italiani. Anzi - prosegue l'editoriale di Via Solferino -, finora il governo Monti si è mosso nella direzione opposta". Monti, lo statalista. Come statalista e accentratrice è, per definizione, la sinistra. Alesina e Giavazzi riferiscono poi delle voci di un'ipotesi "di ingresso delle Ferrovie dello Stato" nella Cassa Depositi e Prestiti. Si tratterebbe di una "ri-nazionalizzazione. Invece bisognerebbe andare nella direzione opposta: privatizzare la Cassa depositi e prestiti, come i governi degli anni Novanta seppero fare con l'Iri".

Il Sole: Solo slogan - L'accusa sul Sole 24 Ore è firmata da Luigi Zingales, "idologo" di Fermare il Declino di Oscar Giannino. La bocciatura dell'agenda Monti è netta: "A grandi linee le proposte sono assolutamente condivisibili", ma "è priva di numeri e dettagli. Più che un programma economico di rilancio, è un manifesto politico". Secondo Zingales, però, c'è una parte più deludente di tutte le altre: "E' quella sulla crescita: non per i principi enunciati (altamente condivisibili) ma per l'assenza di proposte concrete". Il Professore, da mesi, insiste sulla crescita e sulla necessità di continuare la sua "opera" di governo per realizzare gli obiettivi in tal senso, ma secondo il quotidiano di Confindustria questi obiettivi, semplicemente, non esistono. Per Zingales - che rinfaccia al Prof anche l'accenno alla patrimoniale e la porta sbarrata all'abbassamento della pressione fiscale - l'agenda "non sembra un programma di riforme per un rilancio dell'economia, ma un programma per la protezione dei diritti acquisiti di chi vive di spesa pubblica". Dura la conclusione del commento di Zingales: "Se un'altra volta l'agenda liberale viene usata come foglia di fico per difendere gli interessi di pochi, a soffrirne non sarebbe solo l'economia del nostro Paese, ma la sua stessa democrazia".

 

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Commenti all'articolo

  • colombinitullo

    28 Dicembre 2012 - 16:04

    il vostro giornale(altrimenti soprannominato il Manifesto) mi pare abbia un pò di confusione; ritengo che un'accozzaglia di derelitti(come al governo) quali voi siete,non meritino neppure un commento.

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  • veneziano49

    27 Dicembre 2012 - 19:07

    Li ricordate i titoli del Sole24Ore,del Corriere negli ultimi due mesi di governo Berlusconi? Presto decidete,Così stiamo andando a fondo,....come a dire Berlusconi fatti da parte ma nessuno informava del perchè saliva lo spread e neppure Berlusconi(grave questo suo errore)....adesso Giavazzi e Alesina,Zingales...solo il Vaticano che teme sulla tenuta dell'Italia dice che Monti è il meno peggio...ma forse per salvare i cattolici ormai spaccati.Chi vota Monti è un masochista...magari piace indossare il cilicio...

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  • ciannosecco

    27 Dicembre 2012 - 17:05

    Pinux,dopo che prenderai la licenza elementare,ti consiglio un corso accelerato di Politica.Non capisci una ceppa.

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  • ciprino

    27 Dicembre 2012 - 17:05

    ma non lo è. Saluti

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