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Berlusconi, Imu, Irap e tasse: ecco il nuovo contratto con gli italiani

Primo impegno del Cav: far scendere la pressione fiscale dal 44 al 40% e solo due aliquote. Ecco come fare
Berlusconi, Imu, Irap e tasse: ecco il nuovo contratto con gli italiani

 

di Salvatore Dama

Non è ancora tempo per il sorpresone. Anche ieri Silvio Berlusconi, di ritorno a Roma, si è riunito con il gruppo di lavoro presieduto da Renato Brunetta, per valutare quale misura lanciare in sostegno delle famiglie e delle aziende in difficoltà, per accaparrarsi il loro voto. Nel 2008 fu l’abolizione dell’Ici. Stavolta ci vuole un’idea che abbia lo stesso effetto dirompente. Ma di tempo ce n’è: il Cavaliere vuole aspettare gli ultimi giorni di campagna, quando si forma l’intenzione dei voto di tanti indecisi. E quando i competitor non avranno più tempo per rilanciare. 

Intanto prende forma il nuovo contratto con gli italiani, quelle misure che l’ex presidente del Consiglio si appresta ad annunciare impegnandosi formalmente ad approvarle, nel caso in cui dovesse vincere le elezioni. Non è una sfida impossibile se, come dice Angelino Alfano, la differenza tra Pd e Pdl, «è di soli cinque punti».  Tornano i cavalli di battaglia berlusconiani, su tutti la riduzione delle tasse. Argomentata in maniera dettagliata nelle bozze che girano in queste ore. L’obiettivo del Pdl è di portare la pressione fiscale dal 44% al 40% nel volgere di una Legislatura. Andando soprattutto incontro alle esigenze delle famiglie e delle imprese. Il prodotto finale deve essere l’approdo a due aliquote: 23% fino a 43 mila euro e 33% oltre questo importo. Alle imprese il Cavaliere promette l’eliminazione dell’Irap, con una semplificazione fiscale per le piccole imprese e la creazione di una “white list” dei contribuenti onesti. Non solo: il Pdl ritiene anche possibile  evitare l’aumento dell’Iva dell’un percento. 

Nel contratto con gli italiani c’è poi  l’abolizione dell’Imu: «Sarà obbligatorio toglierla perché la casa è il pilastro su cui ogni famiglia ha il diritto di fondare la propria sicurezza. I soldi per l’Imu vengono tolti ai consumi e inoltre questa tassa fa diminuire il valore delle case», spiega in serata Berlusconi al Tg5.  E Silvio giura: nessuna patrimoniale. 

Perfetto, ma i soldi per fare tutto ciò da dove arrivano? Intanto, si evince dal documento pidiellino, «da una revisione al rialzo della tassazione su alcol, gioco e tabacchi». Quindi dal taglio della spesa pubblica del 10% in cinque anni. E con un’opera di riduzione del debito pubblico «che avverrebbe con la creazione di una società avente come patrimonio beni dello Stato e capace di emettere obbligazioni». Ma il Pdl punta a fare cassa anche vendendo i beni pubblici per 15-20 miliardi l’anno e frenando il buco nero delle sanità regionali che andranno legate ai costi standard. Infine, il Cavaliere promette 54 miliardi di euro «subito pronti» per rilanciare le infrastrutture.

 

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Commenti all'articolo

  • pinux3

    19 Febbraio 2013 - 10:10

    Allora il primo a dimettersi da parlamentare dovrebbe essre Silvio, dato che lui i contratti con gli italiani non li ha MAI rispettati...

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  • Borgofosco

    03 Febbraio 2013 - 00:12

    Gentilmente mi saprebbe indicare cosa non è stato rispettato nel precedente contratto di Berlusconi? Poi sarei curioso di sapere che contratti rispetta e... con chi li ha stipulati?

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  • Renatino1900

    02 Febbraio 2013 - 15:03

    io, invece, proporrei di riprendere i 2 mld di soldi pubblici concessi da treMonti e dal nano sempre all'Mps. poi i 4 mld REGALATI dal PDL/LEGA alla bad company fallimentare dell'Alitalia, certo che quelli del PDL/LEGA, sono dei geni. poi tutti i soldi rubati nelle varie regioni dal PD e PDL/LEGA, compresi i soldi pubblici usati dal trota per comprarsi giochini elettronici ecc ecc. POVERA MERDA FASCISTA!

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  • Pierome

    02 Febbraio 2013 - 14:02

    Questo in ogni caso è il succo di tutti i contratti che Berlusconi ha propinato agli Italiani dal 1994 ad oggi e sfido chiunque e dirmi il contrario.

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