Il gioco a sinistra è scoperto: cavalcare l’onda (nera) del personaggio del momento, il generale Roberto Vannacci, e dare le colpe di tutto all’europarlamentare, passato da qualche mese dalla Lega al suo movimento, Futuro nazionale.
Questo meccanismo lo ha ben presente pure Elisabetta Piccolotti, deputata di Alleanza Verdi e Sinistra, che non a caso lo ripropone pari pari anche in tv. A Tagadà, su La7, si parla della Legge Valditara sull’educazione sessuale e affettiva nelle scuole: vietata nella scuola dell'infanzia e nella primaria, contestano le opposizioni, e possibile nella scuola secondaria ma solo con il consenso scritto e obbligatorio di tutte le famiglie, con obbligo di mettere a disposizione delle stesse anche i materiali didattici utilizzati.
Impostazione attribuita al suo promotore, l’ex leghista Sasso (passato con Vannacci) e che Piccolotti, in collegamento, contesta: «Vannacci è il Medioevo e questa legge è un boicottaggio dell’educazione sessuo-affettiva, educazione che è stata fatta anche a me quando andavo a scuola 25 anni fa. Una cosa che si fa da molto tempo, produce nient'altro che emancipazione, sapere, conoscenza per ragazzi che altrimenti dovrebbero reperire informazioni su Internet, esposti al porno e a una visione della sessualità che nulla ha a che vedere con il rispetto di entrambi i sessi e della persona. La verità è che Vannacci non vuole che si spieghi che le donne sono come gli uomini, sono libere, non vuole che si spieghi che l’omosessualità non è né una malattia né una colpa e sta facendo un favore a tutte le famiglie fondamentaliste di questo Paese, comprese quelle di religione diverse da quella cattolica».
Scuote la testa Matilde Siracusano, deputata di Forza Italia: «Se fosse questo il contenuto del ddl Valditara avrei votato contro pure io, ma non è questo. L’educazione sessuale non è vietata ma contenuta nell’educazione civica. Nei laboratori extra-curriculari serve l’assenso della famiglia, come già è oggi. Questo ddl rafforza il rapporto educativo tra scuola e famiglia, trascurato negli ultimi anni. E pone un quesito ai genitori: “siamo stati in grado di formare nostro figlio dinanzi ad argomenti di questo tipo?”. Va in una direzione opposta a quella che voi raccontate».
Piccolotti contro Vannacci, guarda qui il video di Tagadà su La7




