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Contratto con gli italiani le anticipazioni di Berlusconi in tv

Contratto con gli italiani le anticipazioni di Berlusconi in tv

Silvio Berlusconi ha già pronto il nuovo contratto con gli italiani. In programma c'è la riorganizzazione dello Stato, la riduzione delle spese, il quoziente familiare. Lo ha annunciato il Cavaliere durante una intervista all'agenzia Vista. "Il contratto è in preparazione e lo presenteremo nei prossimi giorni", ha detto Berlusconi. "Tra i piani c'è la riorganizzazione della macchina dello Stato per ridurne la riduzione delle spese. Pensiamo di arrivare a una riduzione del 10 per cento nei primi cinque anni. Che potremmo utilizzare per la riduzione del debito, a favore delle imprese e nella direzione delle famiglie per dare l'avvio al quoziente familiare per cui un padre di famiglia paga meno di un single".

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Famiglie e imprese - Che la battaglia si giochi essenzialmente sul terreno dell’economia ormai è chiaro e il Cavaliere, "raggiunto" da Monti sul capitolo Imu e "affiancato" sempre dal Professore sulla promessa di una graduale riduzione delle tasse, gioca la carta del quoziente familiare, ma anche dell’abbassamento dell’Irap per le imprese. Accantonata, almeno per il momento, l'ipotesi di siglare il nuovo contratto con gli italiani in un salotto televisivo, come avvenne da Vespa, Berlusconi sarebbe più propenso a mettere in piedi una kermesse, non in piazza bensì in una location ancora da individuare. 

Le cifre -  L’ex premier snocciola le cifre contenute nel nuovo contratto: dal taglio della spesa pubblica, "sono 16 miliardi di costo in meno per lo Stato che potremo utilizzare, otto miliardi per la riduzione del debito, quattro miliardi per le imprese andando progressivamente all’eliminazione di quella tassa che è la più odiosa per le imprese, perché la pagano anche quelle che non fanno utili, perché va sul costo del lavoro e dei prestiti finanziari. Infine quattro miliardi per dare l’avvio al quoziente familiare". 

Il capitolo giustizia -  Quanto al tema della giustizia, il Cavaliere ha le idee chiare: "Ci sono due emergenze. I pm hanno troppa libertà di arrestare" è quindi "urgentissimo intervenire per limitare l’arresto preventivo". Poi, "divieto assoluto a pubblicare le intercettazioni", che - annuncia - saranno "possibili solo per i reati gravi". Ultimo tassello della riforma della giustizia - che prevede anche la responsabilità civile dei magistrati - l’inappellabilità delle sentenze di primo grado di assoluzione. Come è il sistema adesso, attacca l’ex premier, "è una cosa indegna non da Paese civile". 

Monti "comparsa" -, Berlusconi non risparmia poi stoccate al suo successore a palazzo Chigi: "Credo che Monti sarà un passeggero, farà una comparsata nella politica italiana. Da parte nostra non vedo nessuna possibilità di collaborare nè con lui nè con Casini né con Fini, che ormai conosciamo purtroppo bene e sappiamo di che pasta sono fatti"

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Commenti all'articolo

  • morganlibero

    02 Febbraio 2013 - 17:05

    Egregio Silvio, vorrei sapere se nel contratto con gli italiano prevedi la soppressione di redditometro e spesometro, che sono la causa del declino dell'Italia, e se rimuoverai finalmete Befera dall' Agenzia dell'entrate ed Equitalia

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  • blu521

    31 Gennaio 2013 - 19:07

    Stavolta il nano deve mettere nel contratto la sostituzione gratuita delle tapparelle. Ecco la novità. Bananas smemorato!

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  • boris49

    31 Gennaio 2013 - 18:06

    Guardi che il Regno di Sardegna non esiste più ed il Piazzista di Arcore non è Cavour. Quando è rilassata, si ricordi anche dei 3 mld dati ai "patrioti" per Alitalia!!!

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  • UNGHIANERA

    31 Gennaio 2013 - 16:04

    Ogni volta che tenti di fare una considerazione seria inciampi immancabilmente nel pregiudizio che nutri contro Silvio! Silvio è l'unico politico che prima di ogni tornata elettorale si espone al giudizio dei cittadini pronunciando un programma,e perciò anche a quello di un coglione come te!Non dipende solo dal PDC mantenere le promesse elettorali,anzi,il Pdc non conta un cazzo in questo paese,la nostra costituzione parlamentare è vincolata ai voti delle camere e,quando le leggi da votare si scontrano con gli interessi delle varie corporazioni,il voto che esce dalle camere e non la proposta del governo diventa legge se,piacerà al capo dello stato e,se piacerà alla corte costituzionale!Silvio ha detto che non farà il PDC,ciò non gli impedisce di esporre un programma elettorale.Anche D'Alema non sarà il PDC della sinistra in caso di vittoria elettorale,ma è lui che soffia sul culo di Bersani,ed è lui ancora che detta le regole in quel partito,da parecchi anni!

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