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Il guru dei copioni

Movimento 5 Stelle?
No, "V per Vendetta"

Grillo ha ripreso dal film culto degli anarcoidi il programma, i simboli e gli stessi "Vaffa day". Non ha una mezza idea in testa

Movimento 5 Stelle?
No, "V per Vendetta"

 

di Pierangelo Maurizio

Spiace a dirlo: davvero. Ma sembra che Beppe Grillo abbia copiato. Semplicemente, banalmente. Che cosa? Tutto. Programma, idee, simboli del «movimento». Quel che è peggio, è che avrebbe copiato da un film: «V for Vendetta» («V per Vendetta»), pellicola americana girata nel 2005 e uscita nel 2006, con qualcosa di strano fin dal titolo (la parola «vendetta» è nel titolo originale, al posto dei più frequenti in inglese wreath o revenge). Titolo  anarcoide, diventato un cult nel giro, ma che ha dato - guarda le combinazioni - parecchi quattrini (78 milioni di profitti alla produzione solo negli Usa). Con notevoli capacità d’interpretazione, l’ex comico Beppe Grillo è come se stesse recitando lo stesso copione sul palcoscenico Italia con i dovuti adeguamenti. Vuoi vedere che tutto questo casino, ce lo dobbiamo sorbire per la suggestione di un film?

La trama è presto detta. Siamo nella Gran Bretagna del 2019 - ma potrebbe essere benissimo l’Italia o un altro Paese europeo -, schiacciata da un regime dittatoriale che tiene in pugno la gente grazie alla paura della crisi, ai mass media e una polizia segreta e spietata. Nel complesso un fumettone. Il protagonista è un eroe dalle idee anarchiche. Solitario combatte l’odiato sistema, sulle orme di Guy Fawkes che il 5 novembre 1605 cercò di far saltare in aria il Parlamento inglese. E si fa chiamare soltanto «V». Vi ricorda nulla?

I V-day con cui Beppe Grillo è stato lanciato? Ecco, sono stati presi in prestito dal film, dove ossessivamente si ripete la lettera V rosso sangue che il protagonista fin dall’inizio fa scintillare nella notte londinese, disegnata da un’orchestra di fuochi d’artificio per celebrare l’esplosione del ministero della giustizia. L’estensione del «V-affanculo day» deve essere stata un copyright, un’aggiunta creativa, dell’ editore di Beppe, Gianroberto Casaleggio, o del duo. La V stilizzata compare anche nella denominazione del MoVimento (V maiuscola e rossa). 

Oltre alla V, nelle due ore del nostro fumettone viene spalmato il numero 5. Come il MoVimento 5 stelle, anche se i militanti spiegano che qui il 5 sta per i cinque punti fondamentali: Acqua, Ambiente, Trasporti, Connettività , Sviluppo. Sarà.

Fin qui i richiami simbolici - e i simboli nella comunicazione di massa sono importanti - ma il fatto è che nel film c’è anche tutto il programma politico. Avete presente quando Grillo conciona sull’assalto al Palazzo, da far saltare metaforicamente? Ecco la conversazione della bella Evey con V che il 5 novembre sta per far saltare il Parlamento inglese. Evey: «Tu pensi che far saltare il parlamento renderà migliore questo paese»? V: «Non vi sono certezze solo opportunità… I popoli non dovrebbero avere paura dei propri governi, sono i governi che dovrebbero avere paura dei propri popoli». Lei insiste: «E tu vuoi che questo accada facendo esplodere un palazzo?». E lui: «Il palazzo è un simbolo, come lo è l’atto di distruggerlo. Sono gli uomini che conferiscono potere ai simboli. Da solo un simbolo è privo di significato, ma con un bel numero di persone alle spalle far saltare un palazzo può cambiare il mondo».  Il che comincia a farsi inquietante.

E Grillo mascherato? Anche questo è farina del sacco altrui. Il vendicatore del film gira con il volto coperto da una maschera di Guy Faweks, il cospiratore che gli inglesi pragmaticamente mandarono al patibolo invece che alle consultazioni con Napolitano. Le filippiche contro tv e giornali (italiani)? Anche qui il nostro Beppe si è ispirato abbondantemente. A 12 minuti dall’inizio del film l’onesta assistente dice al perfido direttore della tv Btn: «Dici che la gente si beva queste boiate?». Risposta: «Perché no? Siamo la Btn, il nostro compito è riportare le notizie. A fabbricarle ci pensa il governo…». Poi «V per Vendetta» è un tripudio di commenti tipo «Che stronzate!», «Ma chi ci crede!?», ogni volta che si accende un tg.

Fossimo un paese rigoroso o con un minor senso della commedia, Grillo dovrebbe fare come quei ministri tedeschi o anglosassoni che, scoperti ad aver copiato la tesi di laurea, si dimettono all’istante. Figuriamoci un programma e i simboli di un partito. E non è mica finita. Porca miseria: Alan Moore, l’autore del fumetto da cui è stato tratto «V per Vendetta», è la copia sputata, sembra il fratello, con qualche anno di più e appena imbolsito, di Gianroberto Casaleggio. Possibile che abbiano copiato pure il parrucchiere? 

 

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Commenti all'articolo

  • Peppogol

    21 Marzo 2013 - 12:12

    Scusate, ma...è un articolo serio o che cosa? Anche se fosse una presa in giro...vale la pena consumare inchiostro (seppur "digitale") per scrivere boiate di questo genere? Un articolo divertente ogni tanto può anche starci...due risate si fanno sempre volentieri...ma questo è solo ridicolo. Mah?!?

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  • Angizia

    21 Marzo 2013 - 10:10

    Certo, è da quando esiste il logos del Movimento che si sa che prende spunto dal film, fra l'altro, gran bel film. Aspettiamo solo i fuochi d'artificio finali : )

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  • DarkKnight

    18 Marzo 2013 - 10:10

    I poveracci che si rifanno a V devono aver visto solo il film. Se si fossero scomodati a leggere il fumetto originale avrebbero scoperto che in esso V fa la figura del pazzo delirante, che nei suoi attentati uccide anche gente innocente. Infatti l'intenzione dell'autore, il sommo Alan Moore (Watchmen, Batman: The Killing Joke) era quello di mettere a confronto il controllo assoluto (il governo) e l'anarchia assoluta (V), mostrando ragioni e torto di entrambi. Il film holywoodiano ha semplificato il tutto riducendolo all'eroe che combatte la dittatura cattiva, banalizzando l'opera di partenza ed esaltando le menti deboli...

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  • Angizia

    18 Marzo 2013 - 06:06

    Beh, se davvero M5s si ispirasse a V per vendetta, dovrebbe prendere almeno il 95% deivoti

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