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Due pesi, due misure

Casson come l'avvocato Longo: "Kabobo, anch'io avrei sparato"

Il legale del Cav disse: "Se avessi avuto una pistola lo avrei colpito". Apriti cielo: dipinto come un killer. Ma ora che lo dice un senatore del Pd...

Felice Casson

Felice Casson

"Se vedo una persona venirmi addosso con un piccone per darmelo in testa e ho una pistola sono legittimato a sparare per legittima difesa". Chi l'ha detto? Il parlamentare del Pdl Pietro Longo? No, Felice Casson del Pd. La strage del picconatore, il ghanese Kabobo, che sabato scorso ha ucciso 3 persone a Milano, quartiere Niguarda, ha suscitato accese polemiche sui media. A farne le spese, in particolare, il parlamentare del Pdl e avvocato del Cavaliere, Pietro Longo, che ospite a La Zanzara, trasmissione radiofonica in onda su Radio24, aveva detto: "Io gli avrei sparato con la mia pistola, immediatamente. Subito dopo aver capito cosa stava facendo gli avrei sparato alle gambe". 

La doppia morale - Immediatamente, sui giornali di sinistra, sulle televisioni, blog e siti internet, le parole di Longo hanno avuto ampio risalto. L'avvocato è stato criticato aspramente. La sua colpa? Aver detto una semplice verità, ovvero che chiunque fosse passato in quel momento dal luogo della strage e avesse visto l'assassino uccidere delle persone avrebbe sicuramente reagito, anche con una pistola, se fosse servito. La sua vera colpa, in realtà, è stata ed è quella di essere un parlamentare del Pdl. Come spiegare altrimenti l'imbarazzante silenzio di quasi tutti i giornali sulle parole di Casson? Tanto più che ha espresso lo stesso, identico, concetto di Longo? 

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Commenti all'articolo

  • francoruggieri

    21 Maggio 2013 - 09:09

    O, forse, non era nemmeno nato. Leggete "Buio a mezzogiorno" di Arthur Koestler e vedrete. Non consiglio i vari libri di "Arcipelago Gulag" di Soljenitsin perché sono, obiettivamente, un mattone (a suo tempo lessi tutti), mentre quello di Koestler è veramente avvincente. Ma, quel che conta di più, è che dice la verità. E, ogni giorno, lo vediamo, chi è stato komunista non può evitare di essere e restare staliniano. Meditate, gente, meditate ...

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  • gianko

    19 Maggio 2013 - 14:02

    *sai cosa sono (o erano) i comunisti?* non certo quelle facce di merda di finti buonisti di adesso (un'accozzaglia immonda di sacrestani, paueperisti, terzomendisti, cretini vari, culattoni, ecc.) la dittatura del proletariato (in realtà SUL PROLETARIATO) mai sentta nominare? mai letto niente in proposito? *i gulag iniziarono 20 anni prima dei lager*.. il colpo alla nuca, la Lubianka? le torture, l'eliminazione dei kulaki, l'eliminazione fisica della vecchia guardia leninista, dei generali dell'armata rossa..ma tu hai studiato un po' di Storia? non quella che ti hanno insegnato gli idioti figli del '68, ma quella che si può trovare su testi un po' + seri o sul web..“legere, intelligere et monere, necesse est!”

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  • frank-rm

    19 Maggio 2013 - 09:09

    Infatti hanno detto due cose diverse

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  • rossini1904

    19 Maggio 2013 - 08:08

    Esiste un metodo sicuro ed infallibile come la cartina di tornasole per riconoscere i Komunisti. Quando i loro sragionamenti si basano sulla "doppia verità" e su "due pesi e due misure", ebbene allora: quello è un Komunista.

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