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Tutte le balle sul femmenicidio e quelle ministre spot

La violenza sulle donne un'emergenza? Una menzogna. Ma il governo pensa alle task force

Filippo Facci

Facci visto da Vasinca

Tra gli spot di questo governo rientrano alcuni ministeri affidati a delle donne (fattore per loro umiliante assai più che premiante) ed è di ieri una nuova entrata: la nomina di Isabella Rauti a «consigliere per le politiche contro la violenza di genere», cioè contro il «femminicidio», inteso come omicidio di donne da parte di conoscenti o partner. Un fenomeno che non rappresenta assolutamente un’emergenza, bensì, in termini numerici, una truffa mediatica dimostrabile. Il collega Davide De Luca ha raccolto tutti i dati seri sul tema (Istat, Onu, ministero dell’Interno) e certe recenti campagne ne sono uscite sbugiardate. Tra i risultati: 1) il femminicidio non è in aumento, bensì in calo; 2) in Italia si uccidono meno donne rispetto a tutto l’Occidente; 3) paesi come Austria e Finlandia hanno tassi tre volte superiori ai nostri. Perciò dire che il femminicidio sia una «vera emergenza sociale», come ha fatto la Rauti, suona come una balla rispetto a emergenze sociali assai più contingenti. La verità, spot a parte, è innominabile: più un paese è evoluto - e la parità pienamente raggiunta - e più tendono a equivalersi gli omicidi tra uomini e donne. L’Italia non brilla per emancipazione femminile, com’è stranoto: col risultato che le donne le ammazzano meno, e che talvolta, se le ammazzano, lo fanno proprio perché sono donne. È un fattore culturale definito «endemico» dagli studiosi. Fateci anzitutto un seminario, poi penserete alle task force ministeriali.   

di Filippo Facci
@Filippo Facci

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Commenti all'articolo

  • peroperi

    14 Giugno 2013 - 19:07

    cosa ne pensa del gay pride di Roma? Lei ci andrà? Trova giusto che pelosi omaccioni, vecchi omosessuali e mature lesbiche si slinguazzino davanti a tutti, bambini compresi? Perche' non organizzare anche un Etero Pride dove uomini di tutte le età fornicano con belle bonone? Ci vuole par condicio non crede?

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  • giovlone

    14 Giugno 2013 - 13:01

    anch'io ho una figlia che vorrei non dovesse mai subire le violenze di cui lei parla..ma se lei ritiene che la violenza possa essere un fattore scomponibile e classificabile socialmente , perchè il suo desiderio di "giustizia" possa essere colmato si dovrebbe prevedere che eguali misure venissero applicate alle madri omicide(l'infanticidio è un piaga sociale altrettanto emergente)alle mogli che magari commissionano l'omicidio del marito a terzi e via di seguito fino a coprire trasversalmente tutti segmenti sociali colpiti dalla medesima emergenza. ma così non si farebbe altro che seminare divisioni e creare comitati privati(i mariti,i figli le donne appunto)e anziché risolvere il problema lo si renderebbe "politico" e quindi irrisolvibile. Il problema della violenza è culturale e come tale va affrontato. magari lei cominci con l'educare sua figlia ai principi della conoscenza della comprensione e della condivisione per l'uomo ,anzichè inculcare la cultura della segregazione staliniana

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  • doris

    12 Giugno 2013 - 06:06

    Gent.mo sig Facci,ogni volta che leggo che una donna viene uccisa mi viene un colpo al cuore(ho una figlia),non mi importa sapere che siamo nella media,non mi importa scoprire che e' un retaggio culturale .....questa non e' cultura...questa e' violenza.Dobbiamo rieducare gli uomini,come facevano in russia o in cina per i dissidenti.Si e' visto che denunciare non serve,le istituzioni non fanno niente ,la giustizia riesce a malapena, nel caso piu grave(l'omicidio) a dare una decina di anni di galera,mai completamente scontati.Comunque sono d'accordo con lei le quote rosa,le commissioni non servono a niente!Che mancanza di civilta!

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  • rossodisera

    12 Giugno 2013 - 02:02

    Sig. Facci, Lei con il suo articolo mette i brividi.

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