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Zampa (Pd): "A fucilare Prodi furono molti più di 101"

Zampa, portavoce di Romano, ricostruisce l'imboscata verso la corsa al Quirinale. Ognuno voleva farla pagare a qualcuno: a rimetterci le penne fu Mortadella

Romano Prodi

Romano Prodi

Macchè 101: a trombare Romano Prodi per il Colle più alto di Roma, il Quirinale, furono di più. Molti di più: "115-120". Lo rivela in un libro Sandra Zampa, fedelissma del professore e donna molto informata sulle faccende interne al Pd. Zampa è deputato democratico alla seconda legislatura, è portavoce di Prodi ed è stata capo-ufficio stampa di Palazzo Chigi ai tempi del Prof. Ha scritto un libro, I tre giorni che sconvolsero il Pd (Imprimatur editore, 160 pagine, 12 euro), nel quale racconta quei giorni tragici che portarono all'elezione del Presidente della Repubblica: riunioni, telefonate, voli e tradimento. C'è tutto, è ricco di particolari, ma non ci sono nomi perché, come Zampa racconta al Corriere della Sera, "se pubblicassi anche un solo nome falso, commetterei un'ingiustizia". 

Quoque tu... - Nomi sconosciuti, ma non le aree d'appartenenza. L'intesa per fregare Prodi raccolse diversi delusi del Pd, tutti uniti contro il fondatore del partito: "C'era chi pensava di dover vendicare Marini per la mancata elezione nelle prime votazioni; quelli che pensavano si dovesse dare una possibilità a D'Alema; quelli che si erano convinti che l'elezione di Prodi avrebbe portato rapidamente alle urne". Ovviamente c'erano tutti quelli che, del Pd, "volevano un'alleanza di governo larga, estesa al Pdl, e vedevano in Prodi un ostacolo". E poi, dulcis in fundo, c'erano quelli che la volevano far pagare a Pierluigi Bersani o quelli che desideravano bloccare l'ascesa di Matteo Renzi, sponsor del professore. 

I professori - Erano parecchi, insomma, quelli che volevano far le scarpe a Prodi. Ballano altri 15-20 voti di parlamentari, non democratici, che gli hanno teso l'imboscata. E anche su questa lacuna Zampa sembra avere le idee chiare. C'è lo zampino di Mario Monti e di Stefano Rodotà. Il portavoce di Romano spiega: "Da un esponente di Scelta Civica raccolgo l'informazione che da parte di Monti ci sarebbe stata la disponibilità a votare Prodi, se fossero state date garanzie sul reincarico a Monti". Il Professore (bocconiano), insomma, al centro di uno scambio che però il Professore (di Bologna), spiega Zampa, "lascia cadere nel vuoto".

Il grillino - Quindi il capitolo-Rodotà, idolo grillino prima di trasformarsi in "zombie scongelato e uscito dalle catacombe" (Grillo dixit). Il candidato delle 5 Stelle fece capire a Prodi che non si sarebbe ritirato dalla contesa quirinalizia a meno che non fossero i grillini a chiederlo. "Per parte mia non sarò d'ostacolo qualora il M5S voglia prendere in considerazioni soluzioni diverse", disse Rodotà a Prodi. Una posizione che sorprese anche Beppe Grillo: "Pensavo che Rodotà rifiutasse la candidatura, perché lui e Prodi sono amici". Ma non andò così. Il piano di chi sosteneva Prodi contava, e non poco, su una covergenza con i grillini. Ma Rodotà restò in pista. Prodi venne impallinato. Il resto è già storia.

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Commenti all'articolo

  • Janses68

    08 Ottobre 2013 - 16:04

    Meno male che lo hanno fucilato ... sta cazzata dell'euro e' solo colpa sua e dei tedeschi di m.... guarda caso un'altra cazzata che e' venuta dalla sinistra... Non ne azzeccano una tranne se c'e' un presidente a nominarli.

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  • Uchianghier

    Uchianghier

    08 Ottobre 2013 - 09:09

    Dopo averlo guardato un attimo capisci subito che devi emigrare nei paesi più lontani da questi italiani.

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  • Devogu

    07 Ottobre 2013 - 15:03

    Quello che ci ha venduto all'Europa ogni tanto si affaccia alla scena politica speranzoso che la gente lo abbia dimenticato. Ma anche quelli che hanno versato il cervello al fanatismo del partito forse hanno qualche barlume di ripensamento.

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  • AlbertMissinger

    07 Ottobre 2013 - 14:02

    Sono stato studente di Prodi e ho avuto modo di vederlo da vicino e di capirne la mentalità. Pensate, durante una delle sue elucubrazioni universitarie, ebbe a raccontare la sua esperienza in una riunione in Germania, presso l'ambasciata, con una rappresentanza degli emigranti all'estero, definendoli: gente che ha avuto la fortuna, proprietari di denarodotti, e dulcis in fundo, ignoranti senza cultura; tutto esposto durante una lezione universitaria e in un'aula della Magnifica Università di Bologna. Complimenti Professor Prodi; pensate chi volevano eleggere Presidente della Repubblica. Mi sorge anche un dubbio.....cosa ne penserà Il Presidente Giorgio Napolitano delle opinioni espresse da Prodi ?

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