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Boschi, Madia, Lanzetta, Mogherini, Pinotti: ecco tutte le donne di Renzi al governo

Il premier ha piazzato al governo tutte le sue fedelissime. Dalla "giaguara" del Nazareno alla Marianna che si "perde tra i palazzi". Ecco chi sono e cosa fanno

Boschi, Madia, Lanzetta, Mogherini, Pinotti: ecco tutte le donne di Renzi al governo

Sono 8 le donne del nuovo governo Renzi. Rappresentano esattamente la metà della squadra di governo. Mettendo da parte la Giannini all'Istruzione (in quota Scelta Civica) il governo di Matteo è a trazione rosa ma soprattutto Pd.

Roberta Pinotti - Alla Difesa va Roberta Pinotti. Laureata in lettere moderne, insegnante di italiano nei licei, ha iniziato la sua carriera politica negli anni novanta venendo eletta consigliere circoscrizionale con il Partito Comunista Italiano. Dopo lo scioglimento del PCI, ha aderito al Pd passando prima da Pds e Ds. È stata assessore alla scuola, alle politiche giovanili e alle politiche sociali della Provincia di Genova dal 1993 al 1997, assessore alle Istituzioni scolastiche di Genova dal 1997 al 1999 e segretaria provinciale dei DS dal 1999 al 2001. Nel 2007 è nominata Responsabile nazionale Difesa nella Segreteria nazionale del Segretario Walter Veltroni, è nominata Ministro della Difesa nel Governo ombra del Partito Democratico, ruolo che ricopre dal 9 maggio 2008 al 21 febbraio 2009.

Ecco tutte le donne di Renzi 
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Maria Carmela Lanzetta - Il ministro degli Affari regionali è invece Maria Carmela Lanzetta, ex sindaco di Monasterace paesino della Calabria di 3500 abitanti, diventato un avamposto della lotta alla ‘ndrangheta. Matteo Renzi ha voluto dare un segnale netto mettendo in squadra anche una donna che appena alcuni mesi fa aveva gridato tutta la sua rabbia contro la politica fatta solo di parole. "Basta, non ce la faccio più -aveva gridato- . Sono stanca e delusa. Delusa dalla politica, da chi potrebbe fare molto e pensa solo alle strategie invece che ai problemi della gente. Non si può andare avanti così, schiacciati tra le parole vuote delle istituzioni e la ‘ndrangheta". Civatiana di ferro. Al punto che lo stesso Pippo Civati quando era candidato alle primarie del Pd l'ha citata nel suo pantheon. 


Federica Mogherini - Ma è agli Esteri che Matteo piazza una sua fedelissima: Federica Mogherini. Sul suo nome lo scontro con napolitano è stato duro. Il Colle voleva la Bonino e invece Matteo ha messo alla Farnesina Federica. 40 anni, nel 1996 si iscrive alla Sinistra giovanile. Nel 2001 è entrata nel Consiglio Nazionale dei DS, successivamente nella Direzione Nazionale e nel Comitato Politico. Nel 2003 ha iniziato a lavorare al Dipartimento Esteri dei Ds, prima come responsabile del rapporto con i movimenti, poi come coordinatrice del Dipartimento, e da ultimo come responsabile delle Relazioni Internazionali. Ha seguito in particolare i dossier relativi all'Iraq, l'Afghanistan, il processo di pace in Medio Oriente. Dal 24 febbraio 2009 il Segretario del PD Dario Franceschini la nomina Responsabile nazionale Pari Opportunità nella nuova segreteria. Il 9 dicembre 2013 diviene membro della segreteria nazionale del Partito Democratico, con a capo Matteo Renzi, con il ruolo di responsabile per l'Europa. 

Maria Elena Boschi - Poi tra le fedelissime non poteva non esserci Maria Elena Boschi, la giaguara del Nazareno. Laureata in Giurisprudenza, vive e lavora a Firenze, dove esercita la professione di avvocato. E' membro della direzione del Partito Democratico di Firenze. Ha sostenuto la candidatura di Matteo Renzi alle primarie del centrosinistra del 2012. Deputata, il 9 dicembre 2013 diviene membro della segreteria nazionale del Partito Democratico con il ruolo di responsabile alle riforme.

Marianna Madia - Poi infine a chiudere il cerchio magico di Matteo c'è Marianna Madia. Già nota per aver scambiato l'ex ministro Flavio Zanonato per quello del Lavoro Enrico Giovannini, è stata eletta alla Camera dei deputati alle ultime elezioni. Anche lei è nella segreteria nazionale del Partito Democratico con il ruolo di responsabile per il lavoro.

 

 

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Commenti all'articolo

  • numetutelare

    28 Luglio 2014 - 03:03

    Forse qualche governo ha messo ai dicasteri persone non proprio competenti ma una massa di dilettanti allo sbaraglio come ha messo Renzi non si é mai visto... ma una ragione c'é chi é inetto obbedisce sempre al capo !!!

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  • pierino spinoglio

    22 Febbraio 2014 - 11:11

    Questa spece di governo lo definisco senza tema di smentita "Governo SQUILLO"

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  • micael44

    22 Febbraio 2014 - 11:11

    Al più grande antiberlusconiano del blog il Cavaliere brucia ancora! E chissà per quanto gli brucerà ancora, visto che lo serve in tutte le salse anche quando il pasto non lo prevede! Attento(a) signore(a), a tiro lungo potrebbe andare a fuoco, con grande sollazzo dei berlusconiani!!

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  • arwen

    22 Febbraio 2014 - 11:11

    Sono da'accordo, ma nn solo è mancata una politica industriale. Qui è mancata una seria programmazione pluriennale. Nessuna politica energetica. Nessuna piano infrastrutturale. Nessuna seria ristrutturazione del mercato del lavoro. Inoltre, come recita il vecchio adagio: " se l'acqua scarseggia la papera non galleggia". Se lo stato contiua a rapinare i cittadini riducendo quotidianamente la loro capacità di spesa, il mercato nn può farea ameno di stagnare e il lavoro a diminuire. Ora, capisco l'antipatia politica, ma pensare che questo sfascio possa essere addebitato a un solo individuo è tesi risibile. Berlusca ha fallito, non c'è dubbio. Ma nn è che il PD abbia fatto qualcosa di meglio e il governo appena varato ne è una prova. Il problema dell'Italia non è il vecchio priapico ma la classe dirigente nella sua interezza. Una massa di boiardi di stato che si sono trasformati in classe feudale e fanno e disfano a loro piacere. Finchè non lo capirete staremo qui a farci prendere per il c

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