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Billy Crystal, tutta la verità sull'orgasmo di Meg Ryan

Da Orson Wells alla celebre scena del finto amplesso in "Harry ti presento Sally": in un libro tutti e 65 gli anni dell'attore

Billy Crystal

Billy Crystal

E’ il 1975. Un giovane comico di nome Billy Crystal è stato ingaggiato per apparire al Tonight Show di Johnny Carson. E’ la sua prima volta nel tempio della comicità americana. In un angolo, seduto su una sedia, c’è Orson Welles – ospite fisso del programma - che sta ripassando le sue battute. “All’Università di New York”, ricorda Crystal, “Scorsese ci aveva parlato molto di Welles e del suo straordinario lavoro di attore e regista (…) e ora che me lo ritrovavo davanti avevo una certa soggezione”. Billy, preso dall’entusiasmo, gli si avvicina. “Mi scusi, signor Welles. Sono Billy Crystal, lavoro anche io nello show e volevo dirle che ho studiato i suoi…”. Welles lo interrompe bruscamente: “…film, e lei è un innovatore e un grande regista e bla bla bla. Sto lavorando, va’ a farti fottere”. Questo episodio, assieme ad altri altrettanto divertenti, è contenuto nell’autobiografia che Crystal ha scritto appena compiuti i sessantacinque anni, appena pubblicata in Italia da Sperling (Dove sono stato, dove sto andando e dove diavolo ho lasciato le chiavi?, pp. 308, euro 18). Si tratta di un memoir esilarante, che al racconto della carriera del grande comico americano unisce le sue riflessioni sull’invecchiamento, sul sesso, sull’amore (è sposato con Janice dal 1970, caso più unico che raro a Hollywood) e su mille aspetti della vita. 

Un altro episodio divertente è il dietro le quinte di Harry ti presento Sally, il celebre film di Rob Reiner del 1989.  E’ la mattina in cui Meg Ryan si appresta a entrare nella storia del cinema registrando la scena dell’orgasmo al ristorante. “A un tavolo vicino era seduta Estelle, la magnifica madre di Rob. Era lei la signora che dice: ‘Quello che ha preso la signorina’. Cominciammo a provare, e Meg sembrava un po’ insicura. Il primo orgasmo fu così così; in quello successivo sembrava fossimo sposati da dieci anni. Forse era un po’ nervosa perché doveva condividere il suo orgasmo con tanta gente. Rob, un po’ spazientito, la invitò a fargli posto al tavolo perché potesse mostrarle cosa voleva da lei. Così mi ritrovai seduto di fronte quest’omone barbuto e sudaticcio pronto a eccitarsi. (…) Dopodiché Rob si esibì in un orgasmo da fare invidia a King Kong. ‘Sì, Sì, Sì’ urlava, sferrando certi pugni sul tavolo che i sottaceti volavano e l’insalata di cavolo fluttuava a mezz’aria. Una volta terminato, gli artisti di contorno applaudirono e Rob mi prese da parte. ‘Ho commesso un errore’, mi confidò. ‘Non avrei dovuto farlo’. ‘Meg non se la prenderà. Non credo tu l’abbia messa in imbarazzo’, lo rassicurai. ‘Ma no, cos’hai capito?’, replicò. ‘Ho appena avuto un orgasmo davanti a mia madre’”. 

Il meglio di sé, come prevedibile, Crystal lo offre nei monologhi da stand up comedian. Prendiamo i brani sul sesso. “Poi c’è quella pubblicità del Cialis dove dicono che se lo prendi vai avanti per trentasei ore. Puoi fare sesso in qualsiasi momento, nell’arco di quelle trentasei ore. Ma così è troppo stressante per me. Viviamo in una società frenetica: vogliamo tutto subito, abbiamo internet e messaggi istantanei, quindi vogliamo sesso istantaneo di certo non un Cialis che fa effetto per trentasei ore. Trentasei ore è più della durata totale della mia vita sessuale! E poi il Cialis non va bene per noi ebrei. ‘Irving, prendi questa pasticca, funziona per trentasei ore’. E Irving: ‘Trentasei ore in un anno, giusto? Posso riscattare quelle che non uso? Posso scambiarle con quel servizio di piatti?’”. 

O ancora: “Ho sempre pensato che il segreto per avere una vita sessuale soddisfacente fosse la varietà. E’ per questo che Dio mi ha dato due mani”. A un certo punto, Crystal immagina di origliare la conversazione di una coppia. Lui e Lei avevano venticinque anni nel 1973 e nel 2013 ne hanno compiuti sessantacinque. 

“1973. Lui: Guardati, sei bellissima. Lei: Oh, ma dai!

2013. Lui: Mai viste due tette così! Lei: Smettila di guadarti allo specchio e vieni a letto.”

“1973. Lui: Perché tieni gli occhi aperti? Lei: Perché mi piace guardarti mentre facciamo l’amore.

2013. Lui: Cosa stai guardando? Lei: Le tende, non si intonano con la parete”.

“1973. Lei: Cavolo, sarà almeno venti centimetri! Lui: Aspetta di vedermi eccitato!

2013. Lei: Accidenti, è così duro. Lui: Il dottore ha detto che è benigno”. 

Infine, una piccola dichiarazione d’amore per la sua città. “A Los Angeles gli inseguimenti fanno più ascolti di CSI. Sono i reality originali. C’è quest’auto che va contromano in autostrada, poi a centoquaranta in un centro abitato, dove si schianta contro una recinzione. Al che il tizio al volante scende dalla macchina e si mette a correre attraverso i cortili delle case saltando le staccionate, mentre la troupe sull’elicottero lo inquadra dall’alto con un riflettore puntato su di lui. Personalmente, credo che sia una delle migliori performance di Lindsay Lohan”. 

di Francesco Borgonovo

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