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Silvana Armani, un cambio di passo consapevole per Giorgio Armani
lunedì 2 marzo 2026

Silvana Armani, un cambio di passo consapevole per Giorgio Armani

Cover del blog
Daniela MastromatteiDaniela Mastromattei è caposervizio di Libero dove si occupa di attualità, moda e costume, adesso anche "in prestito" alla politica. Ha cominciato a fare la giornalista al quotidiano Il Messaggero, dopo un periodo a Mediaset ha preferito tornare alla carta stampata
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Bella. Sofisticata. Emozionante. Una collezione attesissima quella di Giorgio Armani - che ha sfilato al teatrino di via Bergognone - disegnata da Silvana  Armani, la nipote che dall'età di venti anni ha affiancato il grande e indimenticabile stilista scomparso  lo scorso 4 settembre nella costruzione delle collezioni femminili.  Una collezione per le donne normali. Grande responsabilità per una prova difficile, ma non per lei che ha scelto la strada della sottrazione, cara anche a Coco Chanel che invitava alla semplicità e all'essenzialità, eliminando il superfluo.  La direttrice creativa infatti ha spiegato dopo lo show che ha lavorato con «l'idea di togliere tutto ciò che è in più» .

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E dunque ha pensato alla «praticità, ma sempre in maniera elegante».  Tenendo presente, ha confidato «quello che indosserei io, ho scelto di fare i cappotti lunghi perché mi piacciono i cappotti lunghi. Non ho messo gioielli perché non servono, mi è venuto naturale perché io sono così».   E' tutto impeccabile. «Sono una donna che non ama gli orpelli e guarda all’essenzialità», ha detto, portando in passerella il suo stile, sempre fedele ai codici (sacri) della maison.  Il cambio di passo si nota, però fin dalla prima uscita: completi pantaloni grigi con le giacche senza revers e i pantaloni morbidi.

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  Fluida e avvolgente, la silhouette seppur ben definita, costruita eppure sciolta: un equilibrio naturale, riconoscibile, sostanziato da flanelle, cachemire, crêpe e velluti, che si declina in giacche completamente svuotate di ogni imbottitura, lunghi cappotti dagli orli arrotondati e blouson che avvolgono il corpo, pantaloni liquidi dal piglio maschile lunghi fino a terra, pullover che lasciano intravedere le camicie. E' una nuova visione di Armani che si sviluppa attorno ai toni di grigio, salvia e blu, illuminati da tocchi di bianco. Nella sera è il bordeaux che fa da filo conduttore cromatico di tuniche e pantaloni, increspati e ricamati di paesaggi montani. 
Il black è completamente assente. E' l'avvolgente e sofisticato bordeaux  il grande protagonista, sarà lui il nuovo nero... «Può essere», sorride Silvana Armani.