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Complimenti per la trasmissione

L'odissea satirica di Zoro tra Salvini e Renzi

Le dirette parlamentari di Propaganda Live su La7

25 Settembre 2019

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Zoro al lavoro

Propaganda Live

Da un lato dell’emiciclo, c’è un Salvini che, dallo scranno senatoriale, feroce e incazzatissimo imputa a Conte -e Renzi- di tutto, dal tradimento elettorale all’invasione delle Polonia. Dall’altro lato un Renzi che sorride come chi sa in anticipo a chi dare la colpa della scissione.

Da un lato c’è la Lega in versione Franti del libro Cuore che sfotte a sangue il premier neanche fosse il maestro Perboni; dall’altro c’è Conte stesso che mostra un sorriso più spiegazzato della sua pochette. In mezzo, s’erge la telecamera di Zoro, dal nostro infiltrato speciale nel Parlamento della crisi; il quale Zoro, freezando, zoomando, insistendo sui primi e primissimi piani (l’inquadratura sul cerone di Berlusconi è Cipri e Maresco che incontrano John Waters), e  riempiendo i vuoti delle parole col pieno di musiche rap, ti dà l’esatta misura di quale suk sia diventata la politica italiana. Zoro sta rendendo il suo Propaganda Live (La7 venerdì prime time) – per quanto partigiano, di stretto giro romano e volutamente autoreferenziale- un appuntamento imperdibile per chi cerca di capire il palazzo col filtro del cronista satirico. Propaganda è uno dei rari casi di programma che si affina e migliora con gli anni. Per dire. La scena, l’altra sera, in cui s'inquadravano i discorsi ufficiali delle delegazioni dei partiti alla vetrata ha sobillato tutto il comico che si annida nelle procedure parlamentari. Salvini in spiaggia vale in vecchio Veltroni che viaggiava in America. Gli sguardi sonnolenti di Zingaretti rivelano il torpore metafisico del Pd. Makkox sempre più in forma, e i colleghi Damilano, Schianchi, Cerasa sono il perfetto contorno di una sorta di Quelli delle notte politico e militante.  Confesso che, fino a poco fa, non vedevo un gran futuro per il programma, allegro ma troppo lungo, troppo raffazzonato, troppo fumè. Oggi ho cambiato completamente idea, anche perché è cambiato il programma. I reportage di Diego (Bianchi alias Zoro) sono oramai meglio di qualsiasi reportage “serio” dal ventre ballonzolante delle istituzioni. Non vedo l’ora di assistere alla versione di Zoro, adesso, dopo la stangata di Renzi e lo psicodramma generato tra i grandi attori della sinistra, dopo la sua “separazione (quasi) consensuale dal partito…

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Francesco Specchia

Francesco Specchia

Francesco Specchia, fiorentino di nascita, veronese d’adozione, ha una laurea in legge, una specializzazione in comunicazioni di massa e una antropologia criminale (ma non gli sono servite a nulla); a Libero si occupa prevalentemente di politica, tv e mass media. Si vanta di aver lavorato, tra gli altri, per Indro Montanelli alla Voce e per Albino Longhi all’Arena di Verona. Collabora con il TgCom e Radio Monte Carlo, ha scritto e condotto programmi televisivi, tra cui i talk show politici "Iceberg", "Alias" con Franco Debenedetti e "Versus", primo esperimento di talk show interattivo con i social network. Vive una perenne e macerante schizofrenia: ha lavorato per la satira e scritto vari saggi tra cui "Diario inedito del Grande Fratello" (Gremese) e "Gli Inaffondabili" (Marsilio), "Giulio Andreotti-Parola di Giulio" (Aliberti), ed è direttore della collana Mediamursia. Tifa Fiorentina, e non è mai riuscito ad entrare in una lobby, che fosse una...

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