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Il caso

Prostituzione legale nello stato di New York? Ecco cosa non torna

11 Giugno 2019

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Andrew Cuomo

La prostituzione sara’ legalizzata nello Stato di New York, che si affianchera’ cosi’ al Nevada come secondo paradiso 'legittimo' del sesso a pagamento in America. Le elezioni spostano gli equilibri politici e cambiano le maggioranze, e quelle di fine novembre 2018 hanno portato il Senato del parlamento statale di Albany (New York State) sotto il controllo dei Democratici. Il partito del governatore Andrew Cuomo, alleato di Joe Biden, aveva gia’ ben oltre il 50% dei deputati nell’Assemblea bassa, ed ora puo’ fare cio’ che vuole sul piano legislativo. Ma vuole davvero abolire il reato di prostituzione? La partita e’ al via, l’esito incerto.

Fin da febbraio un gruppo di parlamentari DEM aveva ventilato l’idea di una legge specifica di tutela del mercato sessuale, e lunedi’ e’ stato depositato in Senato un testo che sostanzialmente decriminalizza la prostituzione, considerata da sempre un reato. La legge e’ stata presentata in Senato dai senatori Julia Salazar e Jessica Ramos, e nell’Assemblea (la Camera statale) dai deputati Gottfried, Niou, Kim, Quart e Cruz. I politici firmatari si sono affidati per la stesura al gruppo di attivisti DecrimNY, da tempo impegnati nella battaglia per rendere legale il mercato della vendita e dell’acquisto delle prestazioni sessuali, sotto certe condizioni. Resta un crimine, infatti, se sono coinvolti minorenni. La norma definira’ anche i posti e le sedi che potranno ospitare il mestiere piu’ vecchio del mondo, escludendo le “zone scolastiche”.

Le modifiche all’attuale regolamentazione della prostituzione come atto criminale sono comunque radicali. La principale e’ la cancellazione del crimine stesso, con l’abolizione del seguente ‘capitolo’ : “Una persona e’ colpevole di prostituzione quando tale persona si impegna, o e’ d’accordo, o si offre, per intrattenere un rapporto sessuale con un’altra persona in cambio di una commissione. La prostituzione e’ un crimine di classe B”. La maggior parte dei crimini connessi con la prostituzione sono eliminati, primi fra tutti l’accusa di promuoverla. I firmatari della nuova legge sostengono che e’ una misura necessaria per assicurare ai “lavoratori del sesso” di non venire criminalizzati per il fatto di sostenersi a vicenda.

La normativa, appena presentata, attende di essere oggetto di discussione in aula. Se verra’ messa ai voti, dovra’ prima ottenere la maggioranza dei parlamentari nei due rami legislativi locali, e poi la firma del governatore Cuomo, che negli anni passati ha promosso la creazione di molti casino’ per il gioco d’azzardo. Finora non ci sono state pubbliche prese di posizione sulla nuova iniziativa pro prostituzione da parte dei Repubblicani, ma e’ prevedibile la loro ostilita’. Visti i rapporti di forza tra i due partiti la decisione, in pratica, e’ tutta interna ai Democratici.

“Per noi, la questione riguarda l’autonomia dell’uso del proprio corpo: il corpo e’ nostro, le scelte sono nostre. E’ un fatto personale. Ma oltre a cio’, c’e’ anche un aspetto economico”, ha scritto in un articolo sul Daily News Jessica Raven, una delle organizzatrici del gruppo DecrimNY. Due degli sponsor della legge, i senatori Jessica Ramos e Julia Salazar, hanno detto ai giornalisti durante la conferenza stampa per il lancio della proposta che 9 su 10 delle persone arrestate nei raid della polizia nelle “case chiuse clandestine” per esercizio della prostituzione sono immigrati clandestini, per lo piu’ asiatici privi di documenti. Secondo Ramos e Salazar, i giovani del mondo LGBT (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali), i quali spesso scappano da casa per cercare quella accettazione che non trovano in famiglia, vendono sesso ad un tasso otto volte piu’ alto di quello degli altri ragazzi e ragazze newyorkesi.

di Glauco Maggi

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Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011), Guadagnare con la crisi (2013), Trump Uno di Noi (2016). Politica ed economia. Autori preferiti: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

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