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Coronavirus, ecco le 5 pagine di decreto che hanno scatenato il caos. Problema: mancano gli uomini per "blindare" la zona 1

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Ecco la bozza del decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri che ha scatenato il panico a Milano e in tutto il Nord Italia. Una fuga di notizie disastrosa, anche se il testo circolato in maniera ufficiosa su Whatsapp  e internet fin dal tardo pomeriggio di sabato di fatto è stato confermato dal governo dopo il consiglio dei ministri-fiume concluso a tarda notte, come testimonia la conferenza stampa del premier Giuseppe Conte allestita addirittura alle 3 di mattina, a testimonianza di quanto grave sia la situazione. 

Sparisce la definizione di "zona rossa", sostituita da "zona 1" (Lombardia e le 14 province più direttamente coinvolte dall'epidemia) e "zona 2", perché quelle che Conte ha definito "raccomandazioni di comportamento da tenere" coinvolgono tutto il Paese. Misura estesa a tutto il territorio, ad esempio, la chiusura delle discoteche. Nelle aree "isolate" (l'intera Lombardia e province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano Cusio Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia) ci sarà il "vincolo di evitare ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori, anche all'interno dei territori stessi. Ci si muoverà solo per comprovate ragioni lavorative e per motivi di salute. Fermo restando - ha detto Conte - che è consentito il rientro presso il proprio domicilio o residenza, per chi ne avesse necessita'". Ma il premier si è soffermato pure sui provvedimenti che riguardano tutto il restante territorio nazionale. "Mi assumo la responsabilità politica di questo momento", ha scandito il presidente del Consiglio. Non senza, però, lanciare un appello alla responsabilità collettiva. "Ci rendiamo conto dei disagi, tuttavia questo e' il momento dell'auto responsabilità, dobbiamo capire che tutti dobbiamo aderire e non pensare di esserne fuori. Dobbiamo tutelare la salute dei nostri genitori, dei nostri nonni. State tranquilli - ha poi rassicurato -, ce la faremo, marceremo insieme". Parole che nascondono un problema di ordine pratico e attualmente non superabile: non ci sono sufficienti risorse di personale tra le forze dell'ordine per "blindare" i confini della zona 1. Ci saranno posti di blocco a campione, senza risorse aggiuntive. Dunque se qualcuno farà "il furbetto" e cercherà di uscirne, potrebbe farcela.

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