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Abu Omar, Cassazione: "Vertici del Sismi di nuovo a processo"

Abu Omar

La sentenza della Cassazione: Pollari, Mancini e 3 capicentro devono tornare davanti ai giudici. Confermate le condanne a 23 agenti della Cia

Andrea Tempestini
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Sul sequestro Abu Omar la Cassazione  ha disposto un nuovo processo d'appello per gli ex vertici del Sismi, Nicolò Pollari, Marco Mancini e per gli altri 3 "capicentro" Giuseppe Ciorra, Luciano Di Gregori e Raffaele Di Troia. Nel dettaglio, la  quinta sezione penale, presieduta da Gaetanino Zecca, ha disposto un nuovo processo d'appello per gli ex vertici del Sismi ritenendo che ci siano ombre sul segreto di Stato così come è stato interpretato nel processo d'appello davanti alla Corte di Milano il 15 dicembre 2010. Gli agenti Cia - Piazza Cavour, dopo 8 ore di camera di consiglio, ha inoltre convalidato le condanne ai 23 agenti americani della Cia. La condanna più alta è quella inflitta al capo Robert Lady Seldon. La Suprema Corte, inoltre, ha convalidato la condanna a 2 anni e 8 mesi di reclusione per l'ex responsabile dell'archivio Sismi Pio Pompa e per Luciano Seno. Con questa decisione legata al misterioso  sequestro dell'ex imam di Milano, avvenuto il 17 febbraio del 2003, la Suprema Corte si è allineata alle richieste della pubblica accusa rappresentata da Oscar Cedrangolo che, nel luglio scorso, aveva chiesto di dire no al segreto di Stato che il 15 dicembre 2010 aveva   indotto la Corte d'Appello di Milano a dichiarare il "non doversi procedere" nei confronti di Nicolò Pollari, Marco Mancini, ex vertici del Sismi e per gli altri 3 funzionari. Piazza Cavour, inoltre, ha messo la parola fine alle 23 posizioni degli agenti della Cia respingendo tutti i 23 ricorsi. "Difetto di notifica" - In questo caso la pubblica accusa di piazza Cavour, sempre lo scorso luglio, aveva chiesto un nuovo processo per i 23 agenti evidenziando un "difetto di notifica" ai difensori degli 007. Respingendo i 23 ricorsi, invece, la Cassazione ha inteso dire che il processo a loro carico si è svolto correttamente, con giustizia, con tutte le garanzie per imputati contumaci. Nel processo sul sequestro ad Abu Omar c'era in ballo la questione risarcitoria: un milione e mezzo di euro di risarcimento all'imam e alla sua consorte.

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