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L'ultimo schiaffo del governo:"La soluzione alla crisi?Niente ferie: a casa a lavorare"

La "ricetta" del sottosegretario Polillo: "In Italia troppe vacanze, rinunciate a una settimana di riposo per produrre di più"

Andrea Tempestini
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Oltre ai danni la beffa. Come se non bastassero le tasse a rovinare la vita degli italiani, il governo Monti suggerisce anche un'ulteriore penitenza: rinunciare alle vacanze. La strada maestra viene tracciata dal sottosegretario all'Economia, Gianfranco Polillo, secondo il quale la prima cosa da fare, nell'immediato, per uscire dalla crisi è "un input di lavoro senza variazione di costo: bisogna lavorare di più". Secondo Polillo "nel nostro Paese si lavora nove mesi all'anno" e "ormai bisogna cominciare a ragionare che nove mesi di tempo di lavoro sono troppo brevi, e quindi dobbiamo aumentarli". Come? "Rinunciando a una settimana di vacanza".  "Viviamo al di sopra delle nostre possibilità" - La ricetta del governo Monti è semplice: oltre a imposte e balzelli, gli italiani dovranno lavorare ancora di più. Frasi paradossali, che risultano ancora più insopportabili alla luce dello studio diffuso sabato scorso dalla Cgia di Mestre, che spiegava che per pagare le tasse introdotte dal governo dei tecnici gli italiani devono già lavorare 10 giorni in più rispetto al 2012: il governo dei professori ci ha già rubato dieci giorni di vita, ma punta a fare anche di peggio. "Stiamo vivendo al di sopra delle nostre possibilità", ha proseguito Polillo. E dunque "per finanziare i consumi del Paese siamo costretti indebitarci all'estero per 50 miliardi all'anno che, visto il livelllo dello spread, non sono sostenibili", ha aggiunto conversando con i giornalisti nel corso di un convegno della Assolowcost. Il sottosegretario, rimarcando che la situazione non è sostenibile, ha indicato due possibili soluzioni: un taglio della domanda interna che distruggerebbe il nostro Paese o un aumento del potenzioale produttivo (ossia, se il concetto ancora non fosse chiaro, lavorare di più). La prima strada, ha aggiunto Polillo, "sarebbe inaccettabile se non vogliamo distruggere il Paese".  "Rinunciate alle vacanze" - Premettendo che nel medio periodo bisogna pensare ad aumentare la produttività attraverso una razionalizzazione degli apparati produttivi, riducendo costi e sprechi per aumentare gli investimenti, il braccio destro di monti ha sottolineato che nel breve periodo serve una "scossa elettrica" per far ripartire il sistema. "Credo che la riflessione che dobbiamo fare è sullo choc che può venire da un aumento dell'imput di lavoro senza variazione di costo. Siamo in un Paese in cui si lavora mediamente nove mesi all'anno e, credo, che ormai bisogna ragionare che questi nove mesi di lavoro sono troppo brevi e che, quindi, dobbiamo aumentare i tempi di lavoro. Se noi rinunciassimo a una sola settimana di vacanza - ha proseguito Polillo - avremmo un impatto immediato sul Pil di circa l'1%: questo vuol dire che bisogna lavorare di più". Il sottosegretario ha poi chiarito che "da parte dell'industria questo non deve essere un accordo generalizzato, ma deve essere un accordo per le aziende che sono state già ristrutturate e che hanno un mercato e, quindi, recepire principalmente contratti di secondo livello". 

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