(Adnkronos) - Ma a tenere banco in tutti gli schieramenti politici piemontesi in questi giorni e' la discussione sul referendum regionale sulla caccia che si svolgera' il prossimo 3 giugno. Dopo 25 anni dalla raccolta delle firme, sentenze e ricorsi, lo scorso febbraio il Tribunale amministrativo aveva infatti obbligato la giunta Cota a fissare una data per la consultazione elettorale. E chiamare gli elettori alle urne costera' alle tasche pubbliche oltre 22 milioni di euro. All'indomani della decisione del Tar da piu' parti era stato suggerito, per risparmiare, di accorpare il referendum con le elezioni amministrative. Soluzione che pero' non era stato possibile adottare. Ora, a poco piu' di un mese, si moltiplicano le prese di posizione per evitare quello che, in un momento di profonda crisi, sembra uno spreco di risorse. Lo stesso presidente Cota, ha fatto un appello "al senso di responsabilita' di tutti, perche' in un momento come questo sarebbe una follia spendere 22 milioni di euro per un referendum" ha spiegato invitando tutte le parti politiche a trovare una soluzione condivisa. La proposta e' quella di abrogare l'attuale legge regionale sulla caccia e approvarne un'altra, condivisa. Ieri, al termine della riunione dei capigruppo a cui ha preso parte anche lui, Cota ha commentato "mi lascia la speranza che si possa arrivare al risultato". (segue)




