Trieste, 15 mag. - (Adnkronos) - Potrebbero esserci altri indagati in relazione alla morte della cittadina ucraina, Alina Bonar Diachuk, di 32 anni, che il 16 aprile scorso si e' tolta la vita in una stanza nel Commissariato di Villa Opicina, una frazione di Trieste. Un indagato c'e' gia', ed e' Carlo Baffi, responsabile dell'Ufficio immigrazione, ma le indagini proseguono e potrebbero allargarsi. Il capo della Procura di Trieste, Michele Dalla Costa, parlando della vicenda con l'ADNKRONOS afferma che "Ci sono altre persone sulle quali si e' appuntata l'attenzione della Procura". In altre parole, tutto fa pensare che non possa essere imputata solo a Baffi la responsabilita' di quanto avvenuto. L'ucraina si e' tolta la vita usando il cordino della felpa, quando era trattenuta, pare senza nessun titolo, nel Commissariato. E nella quarantina di minuti di tempo della sua agonia, possibile che nessuno si sia accorto di nulla? La donna era stata scarcerata alcuni giorni prima dal locale carcere, ma era stata trattenuta nei locali di Villa Opicina, ufficialmente, secondo la versione della Polizia, perche' in attesa degli adempimenti amministrativi finalizzati alla sua espulsione. Ma per la Procura, dal giorno della scarcerazione, un sabato, la donna non poteva essere trattenuta, chiusa a chiave in una stanza del commissariato. (segue)



