Citta' del Vaticano, 14 gen. (Adnkronos) - "Nella societa' che ci circonda preoccupano varie crisi: e' vivamente sentita la crisi economica e finanziaria che da piu' di quattro anni pesa sulle famiglie, con conseguenze serie; preoccupante e' anche la crisi morale che tutti avvertiamo; la crisi sociale con tanti problemi. Ma al fondo di queste crisi ce ne sta un'altra, che e' la radice di tutte: la crisi della fede in Dio. Questo e' il vero problema del nostro tempo: la mancanza di fede". Lo ha detto il cardinale Giovanni Battista Re, ex prefetto della Congregazione per i vescovi aprendo la porta santa della basilica-cattedrale di Orvieto dando ufficialmente il via, nella citta' umbra, al giubileo eucaristico straordinario concesso da Benedetto XVI alla diocesi di Orvieto-Todi. Il giubileo eucaristico cade nella ricorrenza del 750esimo, nel 2013, anniversario del miracolo eucaristico di Bolsena, e, nel 2014, della bolla Transiturus de hoc mundo, con la quale Urbano IV istitui' la solennita' del Corpus Domini. L'omelia del cardinale, pronunciata ieri, e' riportata dall'Osservatore romano di oggi. "Il peggio e' che questa mancanza di fede in Dio - ha detto ancora il cardinale - non e' avvertita come una mancanza. L'iniziativa del Papa concernente l'Anno della fede e' pertanto particolarmente felice, perche' viene incontro alla piu' grave esigenza e necessita' del nostro tempo e perche' offre una risposta alla sfida della secolarizzazione". "Per le nostre comunita' di antica tradizione cristiana -ha aggiunto - l'Anno della fede vuole essere un caloroso invito e un forte richiamo innanzi tutto a irrobustire e rivitalizzare la propria fede. L'Anno della fede e' uno squillo di tromba che vuole risvegliarci a vivere la fede in modo nuovo, facendola diventare veramente la forza trasformante della nostra vita". "Viviamo in un'epoca - ha proseguito il porporato - in cui l'attrattiva delle cose terrene, potenziate dal moderno progresso, si e' fatta quanto mai suggestiva. La corsa al benessere e all'avere impegna l'interesse e l'attenzione degli uomini e delle donne di oggi, assorbendo tutti i loro pensieri e rendendo piu' difficile dedicare tempo ai valori spirituali". Di conseguenza "il grande pericolo e' di costruire la nostra vita su questa terra come se Dio non esistesse"." Ma il moderno progresso e il mondo del lavoro e della creativita', per conservarsi umani - ha spiegato il cardinal Re - hanno bisogno di quella luce e di quella forza che vengono da Dio: hanno bisogno della luce della fede".




