Roma, 14 gen. - (Adnkronos) - I quattro delfini del parco divertimenti Gardaland non siano consegnati all'acquario di Genova ma siano invece affidati all'Ente Nazionale Protezione Animali. A lanciare l'appello e' proprio l'associazione animalista che, in una nota, sottolinea come "la scelta di destinare i quattro cetacei ad un'altra struttura di cattivita' non cambierebbe la loro condizione". "Sarei la prima a salutare con favore una svolta in materia di cattivita' - spiega il direttore scientifico dell'Enpa Ilaria Ferri - tuttavia temo che questo non sia proprio il caso. Ritengo infatti che il vero motivo della chiusura della struttura sia determinato non solo dalle nostre numerose denunce, ma anche dal fatto che questa non possiede i minimi requisiti richiesti dalla normativa vigente". Inoltre, continua Ferri, "il trasferimento dei delfini puo' essere ricondotto non tanto a un nobile fine, quanto alla inadeguatezza delle strutture, per ovviare alla quale sarebbero necessari ingenti investimenti. Investimenti sostenuti, invece, dall'Acquario di Genova grazie ai fondi pubblici, dove sono in via di ampliamento le vasche che ospitano i delfini, perche' anch'esse non a norma". Infatti, sottolinea Ferri, "al momento, per quanto e' a nostra conoscenza, anche la struttura di Genova non risponde ai minimi criteri di detenzione previsti dalle normative vigenti". "Se la multinazionale che gestisce il parco tematico avesse realmente a cuore i diritti e la tutela degli animali, dovrebbe porre fine alla cattivita' di tutti gli esemplari detenuti nelle proprie strutture, in Italia e all'estero - lamenta il direttore scientifico dell'Enpa - privare della liberta' un altro essere senziente e' incompatibile con l'animalismo e, piu' in generale, con l'etica. E invece, come testimoniato dal sito web dell'Acquario di Roma, la stessa societa' che gestisce il Palablu' di Gardaland non solo non sembra intenzionata a dismettere le attivita' legate alla cattivita', ma dovrebbe avere la gestione del futuro acquario di Roma la cui apertura e' stata procrastinata ulteriormente e per altro la stessa, al momento, non possiede alcuna autorizzazione come previsto dalle norme", conclude Ferri.




