Roma, 9 mag. (Adnkronos) - "Mi sono rifiutato di fare commenti in questi giorni, il compito delle istituzioni non è fare chiacchiere, ma fatti, è inutile continuare ad alzare polveroni. Quella partita, e lo dico da cittadino perché non ho le competenze per giudicare, doveva svolgersi. Per un fatto di violenza di alcune persone non si poteva correre il rischio di quello che poteva diventare un fenomeno sociale di rivolta se la partita non si fosse svolta. Il segnale che vogliamo lanciare è quello di evitare di sentirsi tutti solo commentatori, o tutti in diritto di sapere quello che bisognava fare. Ognuno faccia il suo lavoro: chi deve reprimere reprima, chi deve vigilare vigili, chi deve giocare giochi". Queste le parole del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, a margine della firma del protocollo con la "Fondazione Gabriele Sandri", sui fatti di sangue che hanno anticipato la partita di finale di Coppa Italia, sabato scorso, a Roma. "Noi siamo una istituzione - ha concluso Zingaretti - che ha un compito credo fondamentale se vogliamo rispettare quanto è successo domenica scorsa e cambiare le cose: è prevenire, e capire che la scuola, che è il luogo della formazione della nuova generazione, è fondamentale per restringere gli spazi di violenza che abbiamo visto sabato negli stadi. Il nostro non è un rifiuto a stare in questa 'partita', è l'opposto. E' la voglia di starci in modo corretto, rifuggendo dai riflettori del chiacchiericcio per stare nel silenzio del lavoro che cambia le cose".




