(Adnkronos) - Simbolo di questa edizione, i melograni che accolgono i visitatori punteggiando le gradinate della cavea nell'allestimento di Franco Zagari. Frutto diffuso nei cortili dei palazzi fino a 20-30 anni fa, così come il gelso, poi dimenticato, ora torna protagonista per le proprietà benefiche sull'apparato cardiovascolare e circolatorio e perché ricco di sostanze che contribuiscono a proteggere dalle allergie. Il frutto degli dèi è un vero farmaco naturale, considerato un portafortuna e simbolo di fertilità: dai suoi semi si ricava un prezioso olio che nutre la pelle, ripristinando i livelli di acido ialuronico e contrastando i radicali liberi. La sua presenza all'Auditorium rientra nella mostra "Follie d'Autore", in cui i progettisti sono chiamati a ideare e realizzare installazioni di paesaggio in piena libertà creativa. Protagonisti, piante spontanee, semi, luoghi dimenticati e abbandonati. Melograno ma non solo. Riflettori accesi sulla frutta urbana, con il primo progetto italiano di mappatura, raccolta e distribuzione della frutta che cresce nei parchi e nei giardini urbani per promuovere il consumo della frutta di città. Frutta da mangiare, così come i fiori: al Festival del Verde un'ampia selezione di fiori commestibili, con qualche idea gastronomica, dal petalo di magnolia fritto ai tagliolini alla lavanda. Due i concorsi di paesaggio dai quali i visitatori possono rubare idee utili per il proprio orto e giardino da città: "Avventure Creative", per l'allestimento di giardini temporanei; "Balconi per Roma", destinato agli under 30, con proposte sperimentali di balconi in città. Stessa filosofia della presenza dell'attrice giardiniera Lorenza Zambon, vera e propria interprete del pensiero che negli Usa ha generato movimenti come i guerrilla gardeners. Al Festival del Verde diffonde la filosofia del 'giardinaggio planetario': "per essere giardinieri non occorre possedere un giardino. Il giardino è il pianeta e noi tutti ci viviamo in mezzo."


