(Adnkronos) - A far scatenare la rabbia dei circa 5mila tassisti milanesi "sono i mancati controlli contro ogni forma di abusivismo". E anche su questo, è stato loro assicurato, si faranno controlli più attenti e puntuali. "Non è stato raggiunto un vero e proprio accordo -ha spiegato ai colleghi Nereo Villa, segretario generale del Satam Cna, al termine dell'incontro in Prefettura- ma ci è stato assicurato che non saranno più tollerate violazioni di ogni genere da parte sia dei tassisti ma anche degli autonoleggiatori". Questo ha, per il momento, un poco rasserenato gli animi tra i tassisti presenti davanti alla Prefettura che però hanno spiegato che, all'interno della cateegoria c'è, di fatto, un vero e proprio 'zoccolo duro' composto da circa 300 colleghi, che invece vorrebbe proseguire nella protesta. "Ognuno di noi pensa con la sua testa e anche loro non hanno tutti i torti a voler proseguire nella protesta" spiega un tassista, per nulla convinto delle rassicurazioni pervenute dall'esponente sindacale. "Se interrompiamo il servizio -gli ha replicato Villa- noi commettiamo un reato penale mentre gli autonoleggiatori solo un illecito amministrativo". Il rappresentante sindacale ha quindi sottolineato che "è arrivato il momento di tornare a lavorare" auspicando "un intervento del Governo" che a suo dire "deve colmare un vero e proprio vuoto legislativo e per questo serve un decreto legge che risolva questa complicata situazione". Oltre a questo il sindacalista chiede anche le dimissioni dell'assessore ai trasporti del Comune di Milano, Pierfrancesco Maran 'colpevole', a suo dire non aver fatto nulla per difendere la categoria, presentando invece delle norme che "di fatto creano una sorta di capolarato nel settore dei taxi".


