Napoli, 21 mag. - (Adnkronos) - Dicevano di rapprensentare due commercianti alle aste giudiziarie. Ivece incassavano denaro dai piccoli imprenditori a cui avevano mostrato falsi documenti per giustificare le somme via via richieste, per un totale di 160mila Euro. Questa mattina la Guardia di Finanza ha arrestato due persone, una donna e il suo compagno, con l'accusa di truffa aggravata e falso in atto pubblico. Gli indagati avevano avvicinato le vittime della truffa, un meccanico e un commerciante di Pomigliano d'Arco in provincia di Napoli, tramite amici comuni e si erano proposti di rappresentarli nelle aste giudiziarie. Per rendere più credibile la l'offerta, avevano mostrato ai due uomini una procura speciale rilasciata da un notaio di Napoli. La predisposizione di tutti gli atti tipici di un'assegnazione giudiziaria degli immobili era stata curata nel dettaglio, gli atti falsificati con grande maestria. Una volta conquistata la fiducia delle vittime, i truffatori richiedevano in anticipo le somme di denaro con la scusa di una fantomatica procedura per la partecipazione alle aste e una volta incassate ne esigevano delle altre per proporre un falso acquisto di immobili. Durante le perquisizioni disposte dalla procura, i finanzieri hanno trovato una grande mole di materiale falsificato, tra cui spiccavano timbri e sigilli del tribunale di Nola, fime di giudici e cancellieri e documenti di assegnazione degli immobili su carta intestata di Equitalia.


