Libero logo

Carceri: da tre direttori di istituti di pena siciliani proposte per uscire da emergenza (2)

domenica 20 gennaio 2013
Carceri: da tre direttori di istituti di pena siciliani proposte per uscire da emergenza (2)

2' di lettura

(Adnkronos) - Il ddl sulle pene alternative stabiliva che per reati non gravi la pena comminata direttamente dal giudice di cognizione potesse essere di tipo non carcerario: la permanenza presso il proprio domicilio, la messa in prova, ossia una forma di sospensione della pena con lo svolgimento di lavoro di pubblica utilita' e un'altra serie di forme di limitazione della liberta' con varie graduazioni (la detenzione e l'arresto presso l'abitazione o altro luogo di privata dimora, anche per fasce orarie o giorni della settimana). "Una svolta culturale e di sistema -commentano i tre direttori penitenziari- Una parte di un pacchetto di provvedimenti che unita a un ragionevole piano carceri (un limitato, non faraonico, aumento di posti letto) e al recupero delle strutture detentive gia' esistenti potrebbe farci uscire dall'emergenza". Inoltre, secondo Barbera, Bellelli e Gelardi sarebbero da rivedere la Bossi-Fini (sull'immigrazione) e la Fini-Giovanardi (sulla droga) che contengono risposte "in termini di carcerizzazione per fenomeni sociali complessi. Da ultimo, un ripristino della legge Gozzini, rimaneggiata negli anni e quasi devitalizzata, nonostante gli ottimi risultati. La legge cosidetta ex Cirielli, ultimo e piu' pesante intervento sulla Gozzini, nota per una cospicua abbreviazione dei termini di prescrizione, prevede un aumento del numero di anni trascorsi in carcere per accedere ai benefici esterni nei casi anche lievi di rediciva (cioe' per tutti i detenuti)". Avviare e condurre con convinzione questo percorso, porre in agenda un ventaglio di provvedimenti porterebbe a realizzare, quello che il Csm definisce "un'equilibrata politica di 'decarcerarizzazione' e a dare effettivita' al principio del minor sacrificio possibile della liberta' personale. Per questo, in tanti non siamo d'accordo con Pannella, pur rispettandone le battaglie -precisano i tre direttori carcerari- Amnistie e indulti ce ne sono stati tanti. Dei tamponi i cui effetti sono stati regolarmente annullati nel giro di un paio di anni. Si e' ricominciato poi a parlare di nuova emergenza, di stato di necessita' che giustificava un ulteriore provvedimento di clemenza. Sempre annunciato come l'ultimo. Ci auguriamo che tutte le forze politiche presenti nel Parlamento prossimo venturo guardino all'Europa non solo per lo spread o per il fiscal compact, ma anche per i diritti civili".