(Adnkronos) - Maria Rita Lorenzetti avrebbe agito "in contrasto con gli interessi della stazione appaltante a conseguire l'esecuzione dell'opera a regola d'arte e nel rispetto dei costi preventivati cosi' operando in danno della stessa stazione appaltante, anche con condotte illecite finalizzate ad influenzare e condizionare le determinazioni delle pubbliche amministrazioni interessate, in violazione di legge sulle autorizzazioni e sui vincoli di tutela ambientale e paesaggistica e cio' allo scopo di favorire economicamente direttamente il General Contractor e Nodavia e indirettamente il suo socio di maggioranza Coopsette". L'appalto infatti, il cui costo era stato inizialmente stimato intorno ai 500 milioni di euro, e' lievitato oltre 800 milioni. La gestione dell'appalto, scrivono i magistrati, e' stata affidata a soggetti " del tutto inadeguati dal punto di vista finanziario e organizzativo. Seli, subappaltatore che monta macchinario e realizza lo scavo, e' societa' prossima alla insolvenza, che spera nell'arrivo di soci cinesi ma non ha nenche i soldi per pagare i contributi". "Anche Nodavia risulta essere soggetto privo di sicurezza e stabilita' economica ed entrambe risultano soggetti che necessitano pagamenti anticipati per finanziarsi e incominciare l'opera. Si e' cosi' assistito ad una rincorsa da parte dell'appaltatore e del subappaltatore ad annota riserve contrattuali attestando di essere (falsamente) adempienti cosi' da pretendere danni e maggiori competenze per i ritardi dell'esecuzione dell'opera per causa a loro non imputabile".




