Roma, 23 gen. (Adnkronos Salute) - Il 10% degli italiani ha pagato una parte 'non dovuta', nell'ultimo anno, per ricevere determinati servizi sanitari. Ad ammetterlo al Censis sono stati gli stessi italiani, presi ad esempio per parlare di malaffare e corruzione in sanita', oggi a Roma, durante la prima Assise nazionale sull'etica di sanita' pubblica, organizzata dall'Istituzione per la promozione dell'etica in sanita'. Nell'intervento di Carla Collicelli, vicedirettore generale del Censis, sono state ripercorse le tappe del malaffare nella sanita' nostrana, con dati allarmanti che rivelano anche di nostri connazionali costretti ad abbandonare le cure, perche' poveri o impossibilitati a pagare un 'extra'. "Da noi la percentuale si attesta al 10% - rivela Collicelli - mentre in altri Paesi europei si scende di molto: Francia 5,1%, Spagna 2,3%, Gran Bretagna e Germania sotto l'1%. Da noi anche la percezione della corruzione e' molto elevata, sia a livello nazionale che regionale". Oltre il 90% dei connazionali, infatti, ritiene che il malaffare invada molti settori della sanita' pubblica, mentre nei Paesi a noi limitrofi la percentuale si attesta attorno al 70%. "Le cause di questa situazione - conclude Collicelli - sono attribuite dagli italiani alla crisi economica, al debito pubblico e all'evasione fiscale". A rendere piu' chiara la situazione ci ha pensato recentemente anche la Corte dei Conti, che ha definito il quadro della corruzione del nostro Paese "ampiamente diffuso nei lavori pubblici e nel settore della sanita'".




