Torino, 24 gen. - (Adnkronos) - L'avvocato Giovanni Agnelli "era un uomo schietto che non si nascondeva le situazione di crisi che la grande azienda manifatturiera da lui guidata ha avuto anche durante sua vita, ma sapeva sempre guardare al futuro con ottimismo e fiducia". Cosi' l'arcivescovo emerito cardinale Severino Poletto che non potendo partecipare alla celebrazione per i 10 anni dalla scomparsa dell'avvocato ha inviato un messaggio letto durante la celebrazione eucaristica. "Non so cosa direbbe l'avvocato sulla Fiat di oggi, certamente vedrebbe con realismo le difficolta' che non sono soltanto locali o nazionali ma saprebbe anche trovare il coraggio di osare strade e scelte innovative per superare l'attuale stagnazione lavorativa e soprattutto per garantire il radicamento a Torino dell'azienda", ha aggiunto il cardinale Poletto che ha poi auspicato che, "questa commemorazione a 10 anni dalla sua morte possa diventare l'occasione per un vero salto di qualita' nello sviluppo industriale di Fiat, con tutto l'indotto ad essa collegato, cosi' che rinasca la speranza in tante persone e famiglie che da tempo attendono il momento di una vera ripresa delle diverse attivita' produttive". "L'omaggio che non solo da tutto Torino ma dall'Italia intera e anche da oltre confine e' stato tributato all'avvocato Agnelli -ha concluso l'arcivescovo emerito- diventi stimolo per trovare da parte di chi oggi guida la Fiat quel 'surplus' di coraggio che consenta di vedere la luce di una vera svolta che ci faccia lasciare definitivamente alle spalle di questi ultimi anni".




