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Shoah: Volli, perdonare? forse, dimenticare mai

domenica 27 gennaio 2013
Shoah: Volli, perdonare? forse, dimenticare mai

2' di lettura

Roma, 24 gen. (Adnkronos) - "La Shoah e' stata piu' che un inferno: ha rappresentato la negazione dell'umanita'. L'incapacita' di coscienza". Enzio Volli, 91 anni il 9 febbraio, decano degli avvocati triestini e docente di Diritto marittimo, parla cosi' dell'Olocausto. L'orrore di quella immane tragedia, spiega il rappresentante della comunita' ebraica di Trieste, "non puo 'e non deve perdersi". Deve parlare all'oggi, "ai giovani soprattutto", perche' "non accada mai piu' nella storia". Di qui, sottolinea, l'importanza della 'Giornata della Memoria' per le vittime della Shoah e delle persecuzioni nazifasciste, che sicelebra il 27 gennaio. "Ricordo mio padre Ugo -aggiunge- lo rivedo li', quando parlo' in occasione della posa della stele al cimitero ebraico di Trieste. Disse: 'Perdonare? forse. Dimenticare mai'. A Trieste, sottolinea, "c'era una comunita' ebraica che contava 5.500 persone. Ne rastrellarono piu' di 600, dai lager tornarono solo in 20. Quel giorno nella mia citta' anche il pane divento' nero". Il sangue innocente va ricordato: "C'e' stato un sistema di morte che ha nutrito e vissuto il disprezzo per le idee degli altri e della vita umana. Per i nazisti -spiega il giurista- il diverso era lo scorpione da calpestare". Domenica Volli sara' li', come sempre. "Andro' alla Risiera di San Sabba -dice- e poi al cimitero ebraico, a deporre una pietra. Questa volta, pero', non sulla tomba di mio padre ma davanti alla lapide che ricorda tutte le 600 vittime della Shoah. Guardo spesso quella pietra: ci sono i nomi di molti miei compagni di scuola, professori, persone che conoscevo e che non ho piu' visto. Li' scorre un mondo che e' stato bruciato nei forni". (segue)