Roma, 25 gen. (Adnkronos) - La criminalita' costa cara. Allo Stato, ai cittadini, all'economia. Le attivita' illegali alterano la competizione e il mercato. Costituiscono un costo elevatissimo in un Paese nel quale l'incidenza delle attivita' sommerse e di quelle illegali e' stimata al 31% del Pil. Un fenomeno che non puo' essere contrastato solo sul piano militare. Sono queste le linee entro le quali si e' sviluppato il dibattito al convegno 'Legalita' e credito. Contrastare i costi del crimine organizzato', promosso dall'Associazione Nazionale Funzionari di Polizia (Anfp) e dal sindacato italiano appartenenti Polizia (Siap), tenutosi stamane a Napoli nella Caserma Iovino. Al confronto, moderato dal direttore de 'Il Mattino', Alessandro Barbano, sono intervenuti Raffaele Cantone, magistrato della Corte di Cassazione, Giovanni Colangelo, procuratore di Napoli, Tano Grasso, presidente onorario dell'Associazione Antiracket, Luca Vattani, dirigente della Divisione Anticrimine di Napoli, Celeste Condorelli, vice presidente dell'Unione Industriali di Napoli, Giuseppe Tiani, segretario Generale del Siap. Dopo l'introduzione affidata al segretario nazionale Anfp, Enzo Marco Letizia, spiega una nota dello stesso sindacato, "il Questore di Napoli, Luigi Merolla, ha usato una definizione forte per riassumere la guerra alla criminalita': il capoluogo partenopeo e l'hinterland sono una 'Stalingrado', si e' impegnati in guerra lunga che deve essere combattuta su molti fronti". I relatori hanno posto l'accento su come la lotta alle mafie deve andare di pari passo con la promozione della legalita', il potenziamento della sicurezza attraverso gli strumenti del nuovo Codice Antimafia e, conclude la nota dell'Anfp, "occorrono spunti normativi per rendere ancora piu' incisivo il contrasto e il recupero dei patrimoni illeciti. Sono le chiavi per aumentare la competitivita' e sostenere la crescita. Piu' sicurezza vuol dire sviluppo".




