(Adnkronos Salute) - Il prefetto di Milano - il cui possibile ruolo nella soluzione del 'nodo' licenziamenti al San Raffaele "viene in questi giorni invocato da piu' parti, assolutamente indifferenziate", come evidenzia lo stesso Andreana - comunica dunque la sua volonta' di 'sfilarsi' dalla vicenda dopo avere "svolto ed esaurito il mio compito, anche con una certa soddisfazione, offrendo su un piatto una soluzione che ritenevo potesse essere gradita a tutti". La soluzione a cui il prefetto si riferisce e' la proposta di un accordo azienda-sindacati 'ritoccato', rispetto a quello bocciato dai lavoratori in referendum di gennaio, che prevedeva appunto "la possibilita', a fronte di talune riduzioni dei compensi del personale, in ragione proporzionata agli stipendi - ricorda Andeana - di bloccare per due anni ogni ipotesi di licenziamento collettivo. Cio' significava sottrarre assolutamente la materia del contendere. Evidentemente qualcuno non ha gradito". A suo tempo, infatti, l'azienda aveva accettato la proposta del prefetto, mentre i sindacati avevano deciso di non indire un nuovo referendum sulla base dell'accordo 'corretto', precisando che i lavoratori si erano gia' chiaramente espressi con la prima consultazione. Il risultato e' che "adesso siamo arrivati alla data attuale - dice Andreana - in cui si cerca di ritornare a una procedura di raffreddamento" ormai "ampiamente superata", che tra l'altro "mi porterebbe a ottenere molto meno di quanto ottenuto in passato. Perche' di fatto - si chiede il prefetto - non capisco quello che potrei ottenere di piu', se non la paralisi dei licenziamenti che avevo ottenuto settimane, anzi ormai mesi fa". Secondo Andreana, "piu' che raffreddato, credo di avere addirittura congelato la situazione. Ora non so cosa dovrei fare di piu'". (segue)




