(Adnkronos) - Finita la fase dell'istruttoria dibattimentale, venerdi' 17 maggio (due giorni prima dell'anniversario della morte di Melissa) si passera' alla discussione con la requisitoria del pm Guglielmo Cataldi e del procuratore capo della Direzione distrettuale antimafia di Lecce Cataldo Motta. Gli interventi dell'accusa dovrebbero esaurirsi nella stessa giornata. Seguiranno nelle udienze successive gli interventi delle diverse parti civili e l'arringa del difensore di Vantaggiato, l'avvocato Franco Orlando. Infine la sentenza. Le accuse a carico del 69enne commerciante di carburanti agricoli di Copertino, in provincia di Lecce, sono di strage aggravata dalla finalita' terroristica, in concorso con ignoti, e costruzione, possesso ed esplosione di ordigno micidiale relativamente ai fatti di Brindisi. Il procedimento e' stato unificato con quello del precedente attentato confessato da Giovanni Vantaggiato, quello del febbraio del 2008 ai danni dell'imprenditore agricolo Cosimo Parato, suo cliente e presunto truffatore (o forse socio in affari poco chiari). Per questo primo episodio in ordine cronologico, in quanto avvenuto a Torre Santa Susanna il 24 febbraio del 2008, Vantaggiato risponde di tentato omicidio pluriaggravato e costruzione, possesso ed esplosione di ordigno micidiale. E' proprio la contestazione dell'aggravante terroristica il motivo per cui l'accusa al processo viene sostenuta dalla Procura distrettuale antimafia di Lecce. Momenti di commozione e di angoscia hanno caratterizzato alcuni frangenti delle 15 udienze celebrate finora. In particolare le testimonianze delle ragazze ferite, che hanno descritto gli ultimi istanti della vita di Melissa, le scene drammatiche cui si sono trovate di fronte, le sofferenze fisiche e le conseguenze psicologiche riportate, e il volto parzialmente coperto con il quale la moglie dell'imputato, Giuseppina Marchello, si e' seduta sulla sedia di testimone, decidendo poi di avvalersi della facolta' di non rispondere. (segue)




