(Adnkronos) - Durante l'esame dell'imputato nella penultima udienza l'accusa ha contestato alcune affermazioni fatte da Vantaggiato nella fase delle indagini preliminari sull'aspetto dell'aggravante. "In quella fase - continua Motta - aveva apertamente e chiaramente parlato di quella che, secondo la nostra valutazione, era una finalita' terroristica, cioe' quella di voler convincere il governo a modificare la legislazione in materia di truffa, a vagliare una corsia preferenziale nei confronti di coloro che sono imputati di truffa al fine di trovare un meccanismo con il quale risarcire effettivamente il danno". Motta sottolinea che quelle "dichiarazioni sono tutte molto utili per il dolo intenzionale della finalita' di terrorismo. E' stato necessario contestarle - aggiunge - in modo da poterle fare entrare nel processo dibattimentale". Vantaggiato, infatti, si riteneva vittima di un raggiro che pure aveva denunciato e infatti solo un mese prima dell'attentato il presunto autore della truffa era stato condannato in primo grado dal Tribunale di Brindisi. Ma l'imprenditore, titolare di un deposito di carburanti a Copertino (Lecce), non si riteneva soddisfatto dell'esito del processo. I pm gli avevano chiesto per quale motivo avesse deciso di far esplodere l'ordigno di giorno e non di notte e perche' lo avesse piazzato davanti a una scuola invece che vicino ad altri obiettivi sensibili come poteva essere, ad esempio, una caserma dei carabinieri o lo stesso Tribunale che, a dire di Vantaggiato, era il suo vero 'bersaglio'. Si trattava di luoghi, rispose al gip, "troppo sorvegliati" e quindi rinuncio'. L'ingresso del Palazzo di Giustizia si trova peraltro nella strada parallela rispetto all'ingresso della scuola. Sempre in un interrogatorio nei primi giorni dopo il fermo, l'uomo disse anche che tutto era andato come nelle previsioni. (segue)




