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Caso Tarantini: Laudati, non avrei chiesto trasferimento ma era mio dovere (2)

domenica 19 maggio 2013
Caso Tarantini: Laudati, non avrei chiesto trasferimento ma era mio dovere (2)

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(Adnkronos) - Il procuratore dice di sentirsi "profondamente addolorato nel lasciare un lavoro avviato: dall'opera di riorganizzazione dell'Ufficio a quella di rinnovamento della Procura che mi aveva spinto ad un'attivita' esterna all'Ufficio nell'intento di coinvolgere anche i cittadini per farli diventare 'sentinelle delle legalita"'. "L'obiettivo? Dar vita a quell'antimafia sociale in grado di contrastare la cultura della illegalita'. Un lavoro fatto dai miei colleghi con grande entusiasmo e passione - prosegue - che ha portato la Procura a risultati che per molti versi sono veri e propri record, viste le risorse umane ed economiche a disposizione. Si dice che il tempo e' galantuomo. Lascio Bari e la Procura anche per potermi difendere meglio dalle infondate accuse - conclude Laudati - e lo faro' con determinazione non solo perche' venga ristabilita la Verita' a 360 gradi, ma perche' gli stessi cittadini possano continuare a credere nella Giustizia". Il procuratore capo di Bari e' indagato dalla Procura di Lecce, competente territorialmente, per favoreggiamento e abuso d'ufficio poiche' avrebbe favorito l'imprenditore barese Gianpaolo Tarantini nele indagini sulle donne portate dall'imprenditore barese nelle residenze dell'ex premier Silvio Berlusconi.