Brindisi, 17 mag. (Adnkronos) - "Giovanni Vantaggiato aveva predisposto un altro attentato". Infatti subito dopo il suo fermo in seguito alle indagini successive alla strage del 19 maggio del 2012 davanti alla scuola 'Morvillo-Falcone' di Brindisi, nella sua campagna di Copertino, in provincia di Lecce, furono trovati "due ordigni esplosivi". Il programma di Vantaggiato " prevedeva l'utilizzazione di quegli ordigni". Cosi' il procuratore capo della Dda di Lecce, durante la requisitoria del processo davanti alla Corte di Assise del Tribunale di Brindisi. Sia il procuratore Motta che il pm Guglielmo Cataldi hanno ricordato che dei due ordigni ritovati in campagna, nello stesso luogo dove in precedenza aveva effettuato cinque prove, uno fu disinnescato dagli artificieri che invece furono costretti a far brillare l'altro. Per il procuratore Motta "c'era da parte di Vantaggiato la volonta' di uccidere". Di qui la contestazione di strage. E cio' e' dimostrato "da una serie di dati oggettivi" ma anche dalle dichiarazioni dell'imputato. Questi elementi sono "almeno quattro". Tra di essi il fatto di aver scelto consapevolmente di realizzare l'attentato di giorno e non di notte, ad esempio quando colloco' gli ordigni, "esponendosi peraltro al rischio di essere individuato e controllato due volte". 'Volevo farlo di giorno', rispose a una domanda durante le indagini. "Cio' conferma - ha sottolineato il procuratore Motta- di non averlo voluto fare quando non c'era nessuno". Quando ha premuto il telecomando per la seconda volta "era ben certo della presenza delle ragazze vicino al bidone. Aveva la visione completa del teatro della vicenda. Altrimenti non ci sarebbe stato quell'esito che c'e' stato". E cioe' la morte di Melissa Bassi, 16 anni, e il ferimento grave di altre nove persone. (segue)




