(Adnkronos) - Nel corso delle indagini, coordinate dal sostituto procuratore Giovanni Battista Ferro con il supporto del maggiore Samuele Sighinolfi, comandante della compagnia di Alassio, (entrambi esperti subacquei) e del capitano Salvatore Lutzu, comandante del Nucleo Carabinieri Tutela e Patrimonio Culturale di Genova, si e' scoperto che Giovambattista P. (ex corallaro di professione all'attenzione degli inquirenti), aveva subito un furto nell'abitazione dove e' residente sua moglie (avevano smurato la cassaforte) e che i carabinieri di Palazzolo sull'Oglio (Brescia) avevano eseguito un sopralluogo di furto in quella casa. Un appuntato che era intervenuto nel sopralluogo ha riferito di avere notato un'anfora in casa ma non avere pensato che fosse un reperto archeologico di epoca romana. I carabinieri di Alassio insieme ai carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Genova il 10 maggio, su mandato della procura di Savona, hanno perquisito le abitazioni di Ceriale (Savona) e hanno rinvenuto tre anfore romane provenienti dal relitto "A" e dal relitto "B" di Albenga, oltre a un collo di anfora di cui non si conosce il relitto di provenienza. Nella casa di Ceriale dove risiede G.B. hanno trovato anche tutta l'attrezzatura subacquea dell'indagato. Nella residenza della moglie a Palazzolo sull'Oglio i carabinieri hanno sequestrato l'anfora che aveva visto l'appuntato durante il sopralluogo di furto, oltre a un pc portatile dove erano archiviati foto e video subacquei che immortalavano i ladri mentre trafugavano le anfore. (segue)




