Roma, 20 mag. - (Adnkronos) - "Secondo quanto stabilito dalla Corte d'Appello di Brescia, il bimbo conteso di Cittadella deve ritornare nella residenza del padre. Le sentenze vanno accolte con rispetto, ma se davvero quella pronunciata dai togati bresciani si fonda sulla Pas, ossia sindrome di alienazione parentale, cio' diventa quantomeno discutibile semplicemente perche' essa non esiste". E' quanto sostiene il sociologo Antonio Marziale, presidente dell'Osservatorio sui Diritti dei Minori, commentando la decisione dei giudici di Brescia, operativa da oggi. "Non puo' un'istituzione costituita riconoscere una presunta sindrome mai legittimata dal Manuale dei disturbi psichiatrici. La Pas - incalza Marziale - e' una teoria senza fondamento ideata da uno psichiatra americano, sostenitore della pedofilia, morto suicida". Per il presidente dell'Osservatorio: "Si puo' eventualmente parlare di plagio, azione innescata da uno o entrambi i separandi per gettarsi fango addosso tramite i figli, vere a uniche vittime, ma non e' facile accettare un dispositivo di sentenza fondato sul nulla che diventa patologia. E' semplicemente assurdo". Marziale conclude: "Meglio sarebbe se in tutti i casi fossero i bambini a scegliere con chi stare, ma cio' appare impossibile visto e considerato che, nonostante la mole legislativa, nessuno li ascolta piu' di tanto".




