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Carceri: Sappe, legnate da agenti a Provenzano solo fantasie infamanti

domenica 26 maggio 2013
Carceri: Sappe, legnate da agenti a Provenzano solo fantasie infamanti

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Roma, 21 mag. (Adnkronos) - "Ma quali legnate al boss Bernardo Provenzano, controllato 24 ore su 24 da poliziotti e telecamere. Il Corpo di Polizia penitenziaria e' sano e composto da donne e uomini che svolgono questa delicata professione con professionalita', abnegazione e soprattutto umanita"'. Lo precisano in una nota Donato Capece ed Errico Maiorisi, segretario generale e vicesegretario regionale dell'Emilia Romagna del Sindacato autonomo di Polizia penitenziaria, commentando alcuni articoli di stampa su presunte violente subite in carcere dal boss Bernardo Provenzano. "E' quindi quasi superfluo nascondere la grande amarezza che le notizie riportate oggi da alcuni quotidiani su presunte vessazioni e violenze al boss Provenzano nel carcere di Parma - sottolineano i due esponenti del sappe - La Polizia Penitenziaria in carcere rappresenta lo Stato e salva i detenuti, altro che botte: nel 2012 i detenuti si sono resi protagonisti di 7.317 atti di autolesionismo (ingestione di corpi estranei come chiodi, pile, lamette o tagli diffusi sul corpo) e 1.308 tentativi di suicidio che, grazie all'intervento tempestivo dei nostri agenti, hanno impedito ben piu' gravi conseguenze. E a Parma i detenuti salvati dal suicidio sono stati 13 e 30 gli atti di autolesionismo. Sono dati importanti per far conoscere il duro, difficile e delicato lavoro che quotidianamente le donne e gli uomini della Polizia penitenziaria svolgono con professionalita', zelo, abnegazione e soprattutto umanita'. Altro che legnate!" Capece e Maiorisi ricordano anche che il presunto suicidio messo in atto dal boss nel maggio del 2012 "fu in realta' un bluff, un maldestro tentativo di simulazione messo in atto per evitare di essere sottoposto a una visita psichiatrica gia' programmata. Non a caso, le modalita' del presunto tentativo erano avvenute in presenza del preposto di Polizia penitenziaria addetto alla sorveglianza del detenuto. Siamo certi - concludono - che i colleghi di Parma affronteranno comunque con serenita' ogni accertamento che verra' disposto"