Palermo, 21 mag. - (Adnkronos) - Una folla commossa ha dato a Palermo l'ultimo saluto al piccolo Gianluca Irrera e al papa' poliziotto Ivan che venerdi' scorso lo ha ucciso sparandogli un colpo di pistola alla testa prima di suicidarsi. Una decisione maturata per problemi economici, come sembrerebbero testimoniare alcune lettere ritrovate nell'ufficio dell'agente e in casa, un gesto folle di un uomo che tutti descrivevano come riservato e gentile. Inutile per il piccolo la corsa in ospedale, dove le sue condizioni sono apparse subito disperate. Una lunga agonia al termine della quale e' arrivata la dichiarazione di morte cerebrale e la decisione della mamma e della sorella di donare gli organi del piccolo per salvare la vita di altri cinque bambini. Oggi nella chiesa del Cuore Eucaristico di Gesu', troppo piccola per accogliere tutti, si sono svolti i funerali. Le esequie uniche per padre e figlio con le bare disposte l'una accanto all'altra davanti l'altare: una bianca con la maglia del Palermo calcio, firmata da tutta la squadra, la grande passione di Gianluca, l'altra con sopra il cappello da poliziotto. "Quel bambino ora e' un angelo" ha detto il parroco nell'omelia, invitando a ricordare Ivan anche con le carezze e i gesti d'affetto. Ad ascoltarla la mamma del bambino Raffaella ma anche i colleghi dell'agente in servizio alla squadra mobile, i compagni di scuola di Gianluca, il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, e il questore Nicola Zito. Un lungo applauso e palloncini bianchi e azzurri volati in cielo hanno accompagnato l'uscita dei feretri dalla chiesa.




