(Adnkronos) - "Falcone fu chiamato dalla sua coscienza a raccogliere il lascito pericoloso del suo amico e collega, e sebbene fisicamente e moralmente distrutto per la perdita di Giovanni ne assunse la pesante eredita' con la precisa consapevolezza che presto avrebbe seguito il suo destino; aveva deciso di continuare e si era buttato senza un attimo di tregua nelle indagini, imponendosi ritmi massacranti con l'ansia di una vera lotta contro il tempo", prosegue nel suo ricordo il Presidente del Senato, Pietro Grasso. "Questo il suo grande insegnamento: 'Andare avanti pur sapendo quale destino ti attende' - continua Grasso - Voglio ripetere quel che rispondeva agli amici che gli consigliavano di andare via da Palermo, di mollare tutto, di lasciare il compito ad altri: 'Non e' amico chi mi da' questi consigli. Gli amici sinceri sono quelli che condividono le mie scelte, i miei stessi ideali, i valori in cui credo. Come potrei fuggire, deludere le speranze dei cittadini onesti?'. Gia' presso la camera ardente del Palazzo di Giustizia aveva predetto ai magistrati del suo ufficio, puntando il dito verso le cinque bare: 'Il nostro futuro e' quello li"".




