(Adnkronos) - E, ancora: vietare l'allevamento nel territorio nazionale di cani, gatti e primati non umani destinati alla sperimentazione. Nel nostro Paese l'unica attivita' in funzione di tale genere e' l'allevamento di cani beagle, Green Hill di Montichiari (Brescia), di proprieta' della multinazionale Marshall. Poi, occorre definire un quadro sanzionatorio appropriato e tale da risultare effettivo, proporzionato e dissuasivo; sviluppare approcci alternativi idonei a fornire lo stesso livello o un livello superiore di informazioni rispetto a quello ottenuto nelle procedure che usano animali. "E' importante -precisa ancora la Lav- che con questo primo passo anche l'Italia si ponga su un piano competitivo nel settore, innalzando il livello della ricerca nazionale e creando nuove prospettive di lavoro. Nonostante il Decreto legislativo 116 del 1992 in vigore e la nuova Direttiva europea 2010/63 li impongano come prioritari rispetto al modello animale, da piu' di 20 anni, le statistiche continuano a mostrare come l'Italia sia saldamente ancorata alla sperimentazione pre-clinica, arrivando ad utilizzare e uccidere quasi 900mila animali all'anno". "Il sostegno economico al loro sviluppo -ricordano il presidente dell'associazione, Gianluca Felicetti, e Michela Kuan, responsabile nazionale settore vivisezione- che avremo voluto piu' forte, e' qui comunque la base affinche' ci sia una concreta conversione culturale e scientifica".


