(Adnkronos) - "Nel secondo quesito - ricorda ancora Fuscagni - si faceva osservare: la triangolazione di nomi pesanti del Pd faceva destare molti sospetti circa l'esistenza di quella che in molti definirono la 'squadra'. Non solo Maria Rita Lorenzetti, gia' presidente della Regione Umbria e poi presidente di Italferr, ma pure la presenza del geologo Bellomo, componente della Commissione Viq del Ministero dell'Ambiente, che risulterebbe essere colui che volle azzerare i contenuti delle delibera regionale dell'aprile 2012 sostenendo la non pericolosita' degli scarti. Alla mia domanda se questo Bellomo fosse lo stesso Bellomo che risultava essere coordinatore della segreteria provinciale degli allora Ds di Palermo e poi nominato responsabile regionale del dipartimento per le politiche ambientali del Pd siciliano, non segui' risposta". "Chiedevo di sapere se il presidente Rossi era mai venuto a contatto con Bellomo tenuto conto della medesima appartenenza al Pd - dichiara Fuscagni - e soprattutto se risultava vero che fosse stato proprio Bellomo ad azzerare la relazione precedente e se di questo fatto il presidente Rossi, una volta sottratte le deleghe all'assessore Bramerini, si fosse mai occupato e semmai informato. Nessuna risposta. Cosi' come nessuna risposta mi venne data circa la figura del prof. Pietro Calandra, membro dell'Autorita' sui contratti pubblici, e soprattutto circa il fatto che Calandra fosse in quella posizione in quota al Pd". Osserva Fuscagni: "Insomma: Lorenzetti, Bellomo, Brioni, Montecchi, Calandra non sono solo tutti nomi legati alla storia della Tav ma sono pure tutti nomi legati al Pd e poco si comprende perche' il presidente Rossi non volle dar conto alle mie domande circa il possibile 'peso' del suo partito nella determinazione di scelte interne ed esterne alla Regione Toscana ma tutte centrali nella piu' ampia questione Tav".




