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Sanita': Ursap Federlazio, confermato sciopero, chiarimenti su costi strutture pubbliche (2)

domenica 22 settembre 2013
Sanita': Ursap Federlazio, confermato sciopero, chiarimenti su costi strutture pubbliche (2)

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(Adnkronos) - "Per questo motivo - si legge nella nota - le Pmi si chiedono come sia possibile creare nel Lazio ulteriori strutture pubbliche, quali le Case della Salute, in aggiunta ai quasi 400 ambulatori pubblici gia' esistenti, con nuove spese per l'edilizia, per apparecchiature sanitarie, per personale, alimentando il disavanzo regionale, quando gia' ci sono le strutture private accreditate a disposizione per svolgere tale funzione.E tutto cio' in presenza di una norma che fissa la spesa massima per il personale a livello del 2004, che nel solo Lazio eccede di oltre 600 milioni di Euro, come rilevato dal Mef nell'ultima verifica sui conti regionali. I limiti valgono solo per la sanita' privata ma non per quella pubblica?". "Si rende pertanto necessario - dichiara Claudia Tulimiero Melis, presidente dell'Ursap Federlazio - avviare quella 'operazione trasparenza' che i presidenti regionali hanno sempre annunciato ma mai attuato, dando conto dei costi del funzionamento e di produzione delle prestazioni delle strutture pubbliche. Non possiamo piu' attendere la spending review, sempre annunciata ma mai attuata". "Altrimenti - prosegue Melis - distruggendo da un lato le strutture accreditate e creando dall'altro nuove 'cattedrali nel deserto' quali le Case della Salute, non si fara' che ridurre ulteriormente l'assistenza per i cittadini, che saranno privati del diritto alla libera scelta del luogo di cura e costretti a rivolgersi all'intramoenia con costi esorbitanti, oltre ad annientare definitivamente quel tessuto di Pmi in Sanita' che rappresenta un patrimonio straordinario di professionalita' e i dipendenti e i collaboratori che vi lavorano ed alimentare ulteriormente i costi della cassa integrazione e cosi' il deficit pubblico. Per questo motivo, le strutture Ursap hanno deliberato di procedere dinanzi alla Corte dei Conti e all'Unione Europea".