Roma, 20 set. (Adnkronos salute) - I costi della cecita' in Italia si aggirano attorno a poco piu' di 2 miliardi di euro l'anno, di cui il 68% per l'assistenza ai non vedenti. La stima arriva da uno studio condotto da Deloitte Access Economics, un gruppo indipendente che si occupa di economia sanitaria, in 7 Paesi europei fra cui l'Italia e presentato a Roma dal Forum europeo contro la cecita' (Efab). L'indagine analizza l'impatto e gli oneri economici sul sistema sanitario e sulla societa' italiana della cecita' e delle quattro principali patologie oculari: cataratta, retinopatia diabetica, glaucoma e maculopatia senile essudativa (Amd umida). In base alle stime diffuse oggi i non vendenti in Italia sarebbero oltre 362 mila, con piu' di un milione di ipovedenti. Secondo lo studio, la gestione e il trattamento di queste patologie possono prevenire la perdita della vista. In parole povere, in Italia con interventi di prevenzione mirati si risparmierebbero fino a 1,2 miliardi di euro l'anno. Insomma, secondo gli esperti il mix di diagnosi precoce, prevenzione e trattamento appropriato potrebbe ridurre enormemente gli oneri di queste patologie oculari e della cecita', sia per i pazienti che per chi presta assistenza e per la societa'. Efab e la sezione italiana dell'Agenzia internazionale per la prevenzione della cecita' (Iapb Italia onlus) hanno organizzato oggi una tavola rotonda, cui hanno partecipato parlamentari italiani ed europei e professionisti nel campo della salute della vista. Questa collaborazione "servira' - spiegano gli organizzatori - ad aumentare la consapevolezza circa la cecita' prevenibile in Italia e favorira' l'analisi di come gli importanti risultati di questo studio possano contribuire a rendere la cecita' una priorita' sul piano della salute pubblica".




