Cagliari, 22 set. - (Adnkronos) - "Buongiorno". Ha iniziato cosi' la sua visita a Cagliari papa Francesco, salutando il mondo del lavoro dal palco di largo Carlo Felice. "Buongiorno in particolare a che ha manifestato i vostri problemi, attese, speranze. Questa visita - ha detto il papa - inizia con voi che formate il mondo del lavoro e desidero esprimervi la mia vicinanza soprattutto ai tanti giovani disoccupati, in cassa integrazione, precari, agli imprenditori che fanno fatica ad andare avanti". Papa Francesco ha risposto a braccio, saltando il discorso scritto, all'appello di Francesco Mattana, operaio della 'Sardinia Green Island', Maria Grazia Patrizi, imprenditrice, e Luciani Useli Bacchitta, pastore. Da tutti un grido di sofferenza, una richiesta, il lavoro. "E' una realta' che conosco bene per averla vissuta in Argentina. Non l'ho conosciuta, ma la mia famiglia si. Mio papa' ando' giovane in Argentina a cercare l'America, e soffri' la terribile crisi, persero tutto. Vi dico coraggio - ha detto papa Francesco - anche se sono cosciente che devo fare di piu' perche' questa parola, coraggio, non sia una parola di passaggio, un senso cordiale di un impiegato della Chiesa, che vi dice coraggio. No. Non lo voglio. Voglio che vi spinga, come pastore e come uomo. Dobbiamo affrontare tutti, con solidarieta' e con intelligenza questa sfida storica". "Questa e' la seconda citta' che visito in Italia. Tutt'e due - ha spiegato il Papa - sono isole. Nella prima ho visto sofferenza e tanta gente che cerca, rischiando la vita, dignita', pane e salute. Li' ho visto la risposta di quella citta', che da isola non ha voluto isolarsi e ci da un esempio di accoglienza. Sofferenza e risposta di solidarieta'. Anche qui trovo tanta sofferenza. Avete detto - rivolto ai lavoratori - che indebolisce, ma coltiva la speranza. Sofferenza che porta a sentirsi senza dignita'. Dove non c'e' lavoro manca la dignita"'. (segue)




